M5s senza pace, due spine per Conte

La conferma di Crippa capogruppo è uno smacco. Imbarazzo per le chat di Appendino

M5s senza pace, due spine per Conte

Con la votazione sui comitati direttivi e la ratifica dei cinque vicepresidenti prende finalmente forma la struttura del nuovo M5s di Giuseppe Conte. Ma, nonostante le 90 poltrone interne distribuite per placare gli animi nel partito, il percorso dell'ex presidente del Consiglio prosegue tra le difficoltà. La conferma di Davide Crippa come capogruppo a Montecitorio segna un altro punto a sfavore di Conte. Crippa giovedì è stato eletto per la terza volta alla guida del gruppo più numeroso dell'emiciclo. Così il parlamentare vicinissimo a Beppe Grillo gestirà in prima persona la difficile partita del Quirinale, dove il leader M5s prospetta addirittura un voto tra gli iscritti per scegliere il candidato al Colle. Alla Camera nessun contiano ha sfidato il capogruppo uscente. Una dopo l'altra sono sfumate le candidature più forti. Prima Alfonso Bonafede, quindi Lucia Azzolina, infine Vittoria Baldino. Decisiva la paura di un altro ribaltone dopo il pasticcio dell'elezione del capogruppo al Senato a novembre scorso. Quando Ettore Licheri, uomo di Conte e Paola Taverna, ha dovuto lasciare spazio all'outsider Mariolina Castellone.

E sicuramente provocano imbarazzo nel M5s le chat di Chiara Appendino illustrate in Corte d'Assise a Torino e pubblicate ieri dai giornali. La vicenda è quella della tragedia di Piazza San Carlo del 3 giugno 2017. Mille e 500 feriti e due morti in una calca dopo la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Appendino, già condannata con il rito abbreviato, due giorni dopo il disastro diceva al capo di gabinetto Paolo Giordana frasi come «se viene fuori che gli steward non c'erano per problemi di soldi siamo morti». E ancora: «Verrà fuori un merd unico su sta roba». Parole scomode. Soprattutto per Appendino, uno dei nomi di punta del nuovo corso. Nominata da Conte alla guida del comitato formazione e aggiornamento dei Cinque Stelle.

I 17 comitati e i cinque vicepresidenti sono stati confermati a larga maggioranza dalla base con un voto online caratterizzato da una partecipazione ancora bassa. In calo di 6mila votanti rispetto alla consultazione di fine novembre sul 2 per mille. Numeri non entusiasmanti: 28.332 partecipanti su 131.790 aventi diritto. 90 incarichi che però hanno aumentato la quota degli scontenti. «Chi è deluso dice a Conte, ma come ne hai fatti entrare così tanti e perché proprio io no?», spiega una fonte qualificata riportando i ragionamenti all'interno del M5s. Tra i big rimasti fuori i siciliani Dino Giarrusso e Giancarlo Cancelleri, critici sull'alleanza con il Pd alle regionali, nell'Isola previste nel 2022. Ma Conte ostenta ottimismo. «Domani mattina (oggi, ndr) alle 11 ci sarà la prima riunione dei vicepresidenti e di tutti i comitati» dice in un'intervista all'Adnkronos. Svicola sui due mandati «presto dirò quel che penso» e addirittura non esclude «un passaggio sulla rete» per la scelta del candidato al Colle. Una riedizione delle discusse «Quirinarie», che nel 2013 avevano visto prevalere tra gli iscritti del M5s la giornalista Milena Gabanelli e due anni dopo il magistrato Ferdinando Imposimato. «La manovra mi convince, Draghi ha mantenuto l'impegno sul reddito di cittadinanza», rivendica poi Conte. Quindi sul futuro del premier: «Ha prestigio ma non può svolgere più ruoli contemporaneamente, è stato chiamato per l'attuazione del Pnrr». E conclude su Silvio Berlusconi: «Non lo voteremo al Quirinale ma lo rispetto».

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