
"Credo nella democrazia, che consiste nel voto di persone per un dato mandato. Il mandato che mi è stato affidato dal popolo francese e da nessun altro, è un mandato che sarà esercitato fino alla sua scadenza". Lo ha affermato il presidente francese, Emmanuel Macron, parlando in una conferenza stampa con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz a Tolone (nel sud-est della Francia).
Una risposta apparentemente senza spiragli a Jean-Luc Mélenchon, leader de La France Insoumise, che chiede le dimissioni del capo dello stato francese, che da parte sua da Tolone ha lanciato un appello a tutte le forze politiche affinché "trovino le strade per un accordo" sulla spinosa questione del debito.
Macron ha convocato il Parlamento in sessione straordinaria per lunedì 8 settembre per discutere la dichiarazione di politica generale del primo ministro François Bayrou, che al termine del suo discorso chiederà la fiducia. In caso tale mozione venga respinta, Bayrou e il suo governo dovranno dimettersi. Un'eventuale caduta dell'esecutivo l'8 settembre avrebbe ripercussioni anche sull'iter del bilancio per il 2026. Senza un disegno di legge di bilancio adottato, la Francia potrebbe ricorrere a una legge speciale che autorizzi il rinnovo delle spese approvate per l'anno precedente, consentendo di non bloccare la macchina dello Stato.
Il governo "continuerà a portare avanti tutti i nostri progetti. Dobbiamo riprendere in mano le redini del nostro destino, questo è un messaggio forte ai mercati finanziari", aveva detto qualche giorno fa la portavoce del governo di Parigi Sophie Primas.