Guerra in Ucraina

Di Maio a caccia di gas: missione in Algeria. Cingolani: riserve ok

Via libera del governo all'utilizzo di centrali a olio e carbone in caso di razionamenti

Di Maio a caccia di gas: missione in Algeria. Cingolani: riserve ok

«Tutelare le imprese e le famiglie italiane da questa atroce guerra, per rendere operative forniture addizionali di gas da altri partner». Questo è l'obiettivo della missione in Algeria del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Un viaggio ad Algeri necessario, che potrebbe essere decisivo per fronteggiare lo spettro della crisi energetica che incombe sull'Italia, uno dei possibili effetti economici della guerra tra l'Ucraina e la Russia. Mosca infatti è il primo esportatore di gas naturale verso il nostro Paese. Secondo gli ultimi dati del ministero della Transizione Ecologica, riferiti al 2020, il 43% del totale del gas che l'Italia importa dall'estero arriva proprio dalla Russia. Il secondo partner è l'Algeria, da cui proviene il 22,8% del gas importato. Domenica da Algeri era arrivata la disponibilità a fornire più gas all'Europa attraverso il gasdotto Transmed. E il premier Mario Draghi già venerdì in Parlamento aveva prospettato di «rafforzare il corridoio Sud» e il potenziamento «dei flussi da gasdotti non a pieno carico». Mentre, nella bozza del decreto approvato ieri dal Cdm, è previsto il ricorso a centrali a olio e carbone per compensare la mancanza di gas. Anche se Conte già avverte: «Più rinnovabili, non guardiamo al carbone».

Perciò Di Maio è volato ad Algeri con l'amministratore delegato dell'Eni Claudio Descalzi e un rappresentante del ministero della Transizione Ecologica. «L'Italia è impegnata ad aumentare le forniture di gas da vari partner internazionali», dice il titolare della Farnesina incontrando il suo omologo Ramtane Lamamra, il presidente algerino Abdelmajid Tebboune e il ministro dell'energia Mohamed Arkab. «L'Algeria, da sempre fornitore affidabile, ha un ruolo fondamentale, ciò conferma il valore strategico del nostro partenariato», spiega Di Maio. Il governo prova a prendere le misure, cercando di attutire le conseguenze energetiche della guerra in Ucraina e delle sanzioni imposte alla Russia per «tutelare imprese e famiglie italiane dagli effetti di questa atroce guerra», dichiara il ministro degli Esteri da Algeri. Dalla Farnesina trapela subito ottimismo sull'arrivo del gas algerino attraverso Transmed fornito da Sonatrach, la società pubblica degli idrocarburi in Algeria. E in serata fonti diplomatiche confermano: «È arrivato l'ok ad aumentare le forniture di gas a favore dell'Italia nel breve, medio e lungo termine». Un paracadute a tempo indeterminato per provare a sopperire all'eventualità di un calo degli approvvigionamenti dalla Russia. «L'energia non potrà restare fuori da questo conflitto. Che ci piaccia o meno abbiamo una dipendenza dal gas e dal petrolio russo e la dobbiamo diminuire il prima possibile», conferma l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell. Che prevede: «Ci saranno turbolenze nel mercato energetico, come succederà e sta succedendo, e aumenteranno i prezzi che verranno pagati dai consumatori».

Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani frena: «Dovremo attendere 24 mesi prima di avere una sensibile riduzione della dipendenza dal gas russo attraverso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento». Cingolani, dopo il consiglio europeo dei ministri dell'energia, allo stesso tempo annuncia che «la riduzione degli stock per l'inverno è in linea» e «si lavora per le scorte dei prossimi mesi». Da Bruxelles il titolare del Mite chiarisce che non ci saranno problemi nell'immediato. «Noi adesso abbiamo già accelerato - spiega - e la manovra in atto si chiama controflusso. In pratica anticipiamo gli stoccaggi, come stanno facendo tutti i Paesi, perché vorremmo essere preparati per l'inizio del nuovo inverno. Problemi immediati invece non ci dovrebbero essere». Sullo sfondo le rinnovabili: «Il governo premerà sulle rinnovabili, ma i risultati non saranno immediati».

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