Di Maio e Salvini si sfidano a colpi di censimento

Il leghista tira dritto sul censimento dei rom anche se precisa: "Non è una priorità". Di Maio: "Censiremo raccomandati in P.A. e Rai"

Di Maio e Salvini si sfidano a colpi di censimento

Matteo Salvini sul censimento dei rom non molla. Dopo le polemiche, il ministro dell'Interno non intende fare dietrofront. Tuttavia nel tardo pomeriggio il leghista precisa: "Le priorità che abbiamo sono altre. La mia priorità per il momento è la questione dell'immigrazione, quella della sicurezza, del terrorismo e lotta alla mafia". E alla domanda su quando inizieranno i censimenti nei campi rom risponde: "Si faranno in accordo con i Comuni".

Luigi Di Maio ha apprezzato la precisazione di Salvini e, ospite di Porta a Porta, ha dichiarato: "Mi fa piacere che Salvini abbia corretto il tiro, perché secondo la nostra Costituzione censimenti su base etnica non si possono fare. Controlli per la sicurezza dei campi rom e i bambini sono cosa diversa. Ma se si parla di censimenti su base razziale, no".

Di Maio poi ha aggiunto: "Ci sono altri censimenti da fare e sono politici: ovvero occorre censire tutti i raccomandati che abbiamo nella pubblica amministrazione e anche quelli che sono in Rai. Dobbiamo ristabilire il principio della meritocrazia".

Nessuna tensione all'interno del governo, insomma. Tanto che lo stesso Salvini sul tema ha chiarito: "Siamo granitici. A me basta vedere chi ci sta in quei campi, se i bambini vanno scuola e come sono spesi i soldi. Ne ho parlato anche con il presidente Conte, vogliamo verificare chi sta nei campi, cosa fa e che si rispettino le norme. Una cosa che hanno fatto diverse amministrazioni comunali da Roma e Milano". E ancora: "Ho parlato con Conte, non c'è nessuna crepa nel governo. Gli ho spiegato che il censimento dei rom possiamo chiamarlo controllo, verifica, anche Giovanni, ma è solo una questione di rispetto del codice penale e civile. C'è con il premier una totale condivisione. Questa del censimento nei campi rom non è una priorità, quella è la sicurezza, i migranti. Ad ogni modo lavoreremo in futuro con i sindaci, sapendo che questo tipo di controlli esistono da anni, ovunque, portati avanti da amministrazioni di tutti i colori politici. Vorrei sottolineare che non sono di carattere etnico: la razza non m'interessa. Nei campi possono vivere anche esquimesi, finlandesi, controllerei lo stesso che siano in regola, che portino i figli a scuola".

E anche il premier è intervenuto sul tema: "Qui nessuno ha in mente di fare schedature o censimenti su base etnica, che sarebbero peraltro incostituzionali in quanto palesemente discriminatori. Il nostro obiettivo è individuare e contrastare tutte le situazioni di illegalità e di degrado ovunque si verifichino, in modo da tutelare la sicurezza di tutti i cittadini. Per quanto riguarda le comunità rom, ben vengano iniziative - peraltro già sperimentate negli anni in varie città italiane, mirate a verificare l'accesso dei bambini ai servizi scolastici, alla luce del fatto che non di rado vengono tenuti lontani dai percorsi obbligatori di istruzione e formazione cui ogni minore ha diritto".