Di Maio nasconde il tormento dei grillini: "Sono orgoglioso"

Il vicepremier riunisce i suoi e rivendica il risultato. "Presto un voto per cambiare sistema"

C on Rousseau va in tilt anche il Movimento. A prescindere dal risultato, a finire sotto processo è la decisione stessa di affidarsi al voto della base attraverso la piattaforma controllata da Davide Casaleggio. E dunque la linea scelta dal capo politico Luigi Di Maio. Ieri, man mano che gli intoppi informatici, non certo una novità per Rousseau, allungavano i tempi del voto, le scosse elettriche si propagavano ai parlamentari meno abituati a esporsi dopo le stoccate dei dissidenti. Il senatore Gregorio De Falco, ormai espulso, forniva l’argomentazione teorica a favore di un voto a favore dell’autorizzazione a procedere, a prescindere dall’esito della consultazione telematica. «Il programma del Movimento - spiegava l’ex ufficiale della Marina - propone espressamente l’abrogazione delle prerogative dell’articolo 96 della Costituzione e del secondo e terzo comma dell’articolo 68». De Falco ribadisce dunque che l’M5s non riconosce l’immunità ai parlamentari, mentre dell’abrogazione del divieto di vincolo di mandato «non c’è traccia» nel programma. Quindi si sente libero di votare secondo coscienza, a prescindere dal voto della base. Posizioni simili a quelle dell’altra senatrice dissidente, Elena Fattori. E se è scontato il mal di pancia di una dura e pura come Paola Nugnes, secondo cui addirittura «per le questioni nazionali non si può relegare ai soli iscritti del M5s una decisione di questo tipo, ma andrebbe allargata a tutti gli italiani», colpisce che tra i dubbiosi si schieri anche il presidente della Commissione bilancio della Camera Daniele Pesco che, pur precisando di parlare a titolo personale, obietta: «Io sarei stato per una decisione più interna, del gruppo». Il movimento tellurico ieri era così forte che anche Beppe Grillo, che ha licenza di parlare in libertà, purché a mezzo di battute e aforismi paradossali, ieri si sentiva in obbligo di fare marcia indietro dopo aver definito «da Comma 22» il quesito sottoposto al voto: «La mia - dice - era solo una battuta, montata ad arte contro il M5s». Ma, soprattutto, Grillo sente il bisogno di ribadire «piena fiducia nel capo politico Luigi Di Maio». Stesso percorso seguito da Virginia Raggi. La sindaca di Roma schierata dal Fatto quotidiano tra i pasdaran dell’onestà favorevoli a far processare Salvini. Messaggio troppo forte, col senno di poi, a rischio di diventare un altro siluro contro Di Maio. E infatti la sindaca di Roma ieri correva ai ripari: «Ingigantite mie parole su caso Diciotti. Chiariamo subito un punto: sostegno pieno alla linea scelta da Luigi Di Maio». Puntuale anche la smentita lampo di Palazzo Chigi all’indiscrezione su un Giuseppe Conte critico verso la scelta di affidare il giudizio finale su Salvini al voto on line. Posizione che sarebbe stata comprensibile, visto che il via libera - scampato - a un processo contro Salvini avrebbe significato far processare anche lo stesso Conte, oltre a Di Maio e Toninelli. Il bilancio del voto on line ha come risultato che alla fine l’unico a essere processato (politicamente) è Luigi Di Maio. Contro di lui il vero capo d’accusa arriva dai sondaggi: ieri Swg/TgLa7 dava il M5s a 22,1. Il 28 gennaio scorso era 24,9. La situazione resta difficile, ma non appena l’esito del voto è noto Di Maio finge tranquillità e si scatena alla riunione coi suoi parlamentari: «Grazie a tutti i 52.417 iscritti che oggi hanno partecipato alla votazione online su Rousseau. Far votare i cittadini fa parte del nostro Dna. L’altissimo numero di votanti dimostra che Rousseau funziona e si conferma il nostro strumento di partecipazione diretta». Di Maio annuncia i prossimi voti on line saranno sulla riorganizzazione del partito. E il 40,9% che hanno votato No? «L’esito va rispettato», twitta Chiara Appendino, che era per il sì al processo. E un l’altolà arriva da Paola Taverna: chi non è d’accordo - è la sintesi - via dai 5s.

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Commenti

buri

Mar, 19/02/2019 - 11:21

Forse è veramente orgoglioso, ma è sicuramente incosciente

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 19/02/2019 - 14:28

Il “tormento dei grillini nascosto da DiMaio? Evidentemente io non capisco. Eppure ìl Presidente Conte ha pubblicamente dichiarato di aver condiviso il comportamento “indagante” di Salvini, che fece trattenere a bordo della nave Diciotti circa 170 migranti per valutarne l’obbligo di accoglienza. Però la Magistratura (forse comunista?) vuole perseguire solo Salvini, unico pseudo delinquente in servizio di Stato. Forse è questo “il comunismo della libertà”?