Maldive. Interrotte le ricerche per maltempo, si attendono gli esperti finlandesi per il recupero dei quattro dispersi nella grotta maledetta. Sotto torchio la Island Cruiser Limited Company di Malè, proprietaria del Duke of York e responsabile dell'attrezzatura fornita ai cinque sub dei quali uno, Gianluca Benedetti, alla sue dipendenze. Società a sua volta legata da contratto con il tour operator italiano Albatros Top Boat.
Sei vittime, i ricercatori italiani, l'istruttore e il sergente maggiore della Mdd Mohamed Mahadi, esperto sub con decine di decorazioni per salvataggi estremi, deceduto sabato per embolia durante l'esplorazione dei cunicoli sommersi. Un tragico bilancio per quella che doveva essere solamente una spedizione di ricerca, finanziata in parte dall'Università di Genova. Mentre l'Ateneo prende le distanze dall'iniziativa della professoressa Monica Montefalcone e dalla dottoressa Muriel Oddenino ("non sono state autorizzate immersioni ma solo attività di ricerca a terra", afferma) e l'agenzia di viaggi sostiene che immersioni oltre i 30 metri non erano autorizzate e previste, le indagini sulle responsabilità della tragedia proseguono.
Gli inquirenti maldiviani puntano il dito sull'armatore, la Island Cruiser, proprietaria dello yacht alle cui dipendenze c'era l'intero equipaggio, compreso Benedetti. Perché? L'attrezzatura fornita per la discesa in mare era quella standard, per immersioni di tipo ricreativo. Vale a dire, bombole riempite con un mix di ossigeno azoto e non con l'elio, necessario per la compensazione a profondità oltre i 30/35 metri, quelli consentiti dalle autorità governative.
Un gas, l'elio, difficile da trovare nelle isole dell'Oceano Indiano ma che è necessario per spedizioni tecnico-scientifiche in profondità. Secondo gli esperti un equipaggiamento adeguato deve essere composto da quattro bombole, due di Trimix (miscela ossigeno, azoto ed elio) per lo stazionamento sul fondo, due per la decompressione. Cosa c'era all'interno delle due trovate addosso all'unico corpo riportato in superficie è oggetto di indagine.
Certo è che il recupero dei corpi, che ripartirà oggi condizioni meteo permettendo, non sarà facile. A guidare la missione, oltre alle forze armate della Maldives National Defence Force, la società italiana Dan Europe, esperta in salvataggi. Come quello dei bimbi intrappolati in una grotta in Thailandia nel 2018 salvati dai tre sub finlandesi arrivati ieri sul posto. Saranno loro a calarsi in grotta per imbracare i corpi della Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal, della ricercatrice Muriel Oddenino e del neolaureato Federico Gualtieri. I quattro, contrariamente a Benedetti trovato all'ingresso della grotta, sarebbero scesi a quota meno 63 metri calandosi in uno stretto cunicolo che porta a una terza camera sommersa. Un anfratto dove è facile perdere l'orientamento per la scarsa visibilità provocata anche dai sedimenti sollevati dalle pinne, andare nel panico, consumare tutta l'aria nelle bombole.
Si attende anche l'autopsia sul corpo di Benedetti. Rientrati ieri sera all'aeroporto di Malpensa gli altri 20 italiani a bordo della Duke of York.
Saranno ascoltati come testimoni dalla Procura di Roma che ha aperto il secondo fascicolo di indagine sulla tragedia. Fra questi una studentessa che avrebbe dovuto far parte dell'esplorazione e che all'ultimo momento ha cambiato idea. Salvandosi.