Lite La Valletta-Salvini. Malta: "Non provochi". Il ministro: "Rialziamo la testa"

L'ambasciatore di Malta in Italia, Vanessa Frazier, contro la decisione di Salvini di chiudere i porti: "I 629 migranti dell'Aquarius non li accogliamo, è una questione di principio"

Lite La Valletta-Salvini. Malta: "Non provochi". Il ministro: "Rialziamo la testa"

È scontro in alto mare. Questa insolita battaglia navale, con 629 migranti ancora in attesa di sapere chi darà l'autorizzazione di all'Aquarius a sbarcare, si gioca tutta tra Roma e La Valletta. Da una parte Matteo Salvini, dall'altra il governo maltese.

Riavvolgiamo il nastro. Il ministro dell'Interno, dopo il salvataggio di oltre 600 migranti nel mediterraneo, ha inviato una lettera a Malta invitandola a far sbarcare i profughi nei suoi porti e annunciando la chiusura dei pontili italiani. In Italia si è scatenato l'ovvio putiferio politico: il Pd, Grasso, la Boldrini e Saviano si sono lanciati all'attacco della Lega e del ministro Toninelli, responsabile in quanto a capo dei Trasporti dei dossier sulle autorizzazioni agli approdi navali. Ma anche a livello internazionale i rapporti con La Valletta si sono raffreddati.

Il portavoce del governo maltese, infatti, ha fatto sapere che l'accoglienza dei migranti recuperati in mare (in acque libiche) non spetta a Malta. Il motivo? A gestire i soccorsi è stato l'Mrcc di Roma. Vero, anche se - al solito - La Valletta fa leva su un collaudato sistema costruito appositamente per ritrovarsi il minor numero di profughi sulle proprie coste (leggi qui).

L'isola-Stato non ha nessuna intenzione di accogliere i 629 immigrati presenti sul ponte della nave di Sos Mediterranée: "È una questione di principio - ha detto l'ambasciatore di Malta in Italia, Vanessa Frazier raggiunto da The Post Internazionale (Tpi)- L'operazione SAR (search and rescue) nel Mediterraneo, come diffuso da un comunicato del ministero dell'Interno e della Sicurezza Nazionale maltese, è avvenuta nella SAR libica coordinata dal centro RCC di Roma. Per cui è assolutamente escluso che i migranti debbano essere sbarcati a Malta".

La destinazione finale dei profughi, è il Frazier pensiero, dovrebbe essere "la Libia o Lampedusa. Ma non a Malta". Il motivo? "Il centro di coordinamento per il salvataggio di Malta non ha la competenza, e non è neanche l'autorità di coordinamento. È senz'altro una questione di principio, una battaglia vera e propria di principio, poichè Malta non è in assoluto contraria all'accoglienza dei migranti, ma è necessario che vengano rispettate le regole, sempre. Ciò che conta non è il porto in cui vengono sbarcati i migranti, quanto piuttosto il luogo in cui avviene il soccorso".

La Valletta insomma si tira fuori perché "i migranti sono stati tratti in salvo da 4 navi, tra cui 2 italiane e un mercantile" e perché "noi non abbiamo nulla a che fare con questa vicenda". Ma Salvini tira dritto. Dopo aver lanciato su twitter l'hashtag #chiudiamoiporti, il leghista ha ribatido la sua linea: "Tutti in Europa fanno gli affari propri, ora anche l'Italia rialza la testa. STOP al business schifoso dell'immigrazione clandestina".