"Mamma, mi faccio le canne". Santori, l'erba e la bufera sul web

Il web non ha perdonato, prendendola come una sorta di confessione e facendo piovere commenti talvolta ironici talaltra compassionevoli

"Mamma, mi faccio le canne". Santori, l'erba e la bufera sul web

Dopo le (poche) settimane ruggenti delle piazze emiliane riempite dalle Sardine, abilmente usate come veicolo elettorale dal Pd e poi sparite nel nulla, continua l'inesorabile declino di Mattia Santori, che da quella avventura iperpopulista di sinistra è riuscito a farsi premiare dai dem con un posto da consigliere comunale a Bologna. Pur di non fargli fare danni, poi, il sindaco Mattia Lepore non lo ha nemmeno degnato di un assessorato nonostante sia stato il primo degli eletti col Pd, e gli ha rifilato la delega alle politiche giovanili, grandi eventi sportivi, destinazione turistica metropolitana e scambi internazionali. Lui si è messo all'opera con tanto entusiasmo, denunciando a Palazzo d'Accursio soprusi inaccettabili come le oche del consigliere verde Davide Celli uccise da una coppia di cani. Oggi, invece, ha deciso di dare voce alle nuove generazioni e soprattutto alle loro mamme, promuovendo la presentazione del libro "Mamma mi faccio le canne – Guida alla cannabis per genitori e figli", della radicale Antonella Soldo. Alla vista del titolo-slogan abbinato allo sguardo tutt'altro che penetrante di Santori, il web non ha perdonato, prendendola come una sorta di confessione e facendo piovere commenti talvolta ironici talaltra compassionevoli. Non che il rapporto tra Santori e l'erba fosse un segreto. Convinto antiproibizionista, risale a circa un anno fa il "cannabis tour" delle Sardine che lo vide indiscusso protagonista. Stasera a Bologna però, col libro della Soldo, filosofa a capo del comitato Meglio Legale, per la legalizzazione della cannabis (si definisce anche "esperta di politiche sulle droghe"), Santori punta ad un bersaglio ancora più ambizioso: convincere le mamme ad accettare i propri figli che si rollano una canna nel giardino di casa. O magari in un parco pubblico insieme agli amici, come il centralissimo Parco della Montagnola che a Bologna ospiterà l'evento e che in Emilia è noto per lo spaccio di stupefacenti a cielo aperto e oggetto di una riqualificazione sempre promessa e mai realizzata. Ma niente paura, perché con Santori in consiglio comunale si cambia registro: il degrado non si combatte più, si promuove. "Nel libro si raccontano storie vere di come spesso il tabù e lo stigma sociale della cannabis produca più danni che benefici, soprattutto tra i giovani. Un motivo in più per rifiutare il silenzio e il negazionismo a priori, un motivo in più per riprendere un dialogo che in Italia non è mai iniziato", scrive Santori nell’invito diffuso via WhatsApp. E in attesa delle sue spiegazioni illuminanti circa il fenomeno, anticipa già qualche istruzione per l'uso: "Sei un genitore? Porta con te tuo figlio o tua figlia! Sei un figlio o una figlia? Porta i tuoi genitori! Di cannabis se ne può parlare insieme!" Del contrario invece mica tanto. Alle polemiche delle opposizioni, infatti, sollecitate da più di una mamma che non vede di buon grado l'educazione civica allo spinello né tantomeno la lezione di pedagogia da Santori, i consiglieri di maggioranza hanno risposto in modo granitico non arretrando di un millimetro.

Anzi, hanno raddoppiato. "Le politiche proibizioniste hanno fallito. Oggi 6 milioni di italiani fanno uso di cannabis. Non possiamo fare finta di niente, va riaperto il dibattito", ha ribadito oggi Santori. Per la collega di Coalizione civica, Simona Larghetti, invece, dibattere contro la legalizzazione sarebbe "retorica securitaria". Così, sulla scia dell'evento dello scorso anno, i consiglieri hanno lanciato "cannabis talk", una serie di iniziative per mettere al centro il tema su cui il Parlamento dovrà tornare ad esprimersi presto (il 24 giugno approda alla Camera il ddl sull’autocoltivazione domestica). Ma non è mica finita. I crociati della marijuana, insieme ad altri consiglieri di maggioranza, Detjon Begaj di Coalizione civica, Marco Piazza del M5s, Mery De Martino del Pd, Giacomo Tarsitano della Lista Lepore, hanno anticipato altre due iniziative che si concretizzeranno in due udienze conoscitive. Una già il 15 giugno in commissione Pari opportunità. Dopo un breve periodo di silenzio causato probabilmente dalla guerra in Ucraina che ha spinto i cantori dello stupefacente a non sprecare iniziative che non avrebbero avuto la giusta risonanza, ecco che riparte quell'offensiva respinta non da qualche pericoloso e retrogrado proibizionista, ma dalla Corte Costituzionale, che lo scorso febbraio bocciò i quesiti sull'eventuale referendum sulla legalizzazione delle droghe leggere perché, secondo il presidente Giuliano Amato, "non era sulla cannabis ma sulle sostanze stupefacenti" e andava a toccare "le cosiddette droghe pesanti: papavero, coca". Gratta il progressista che vuole convincere le mamme che "in fondo è solo uno spinello", trovi la fregatura. La battaglia ora è ripartita. Da Bologna, la capitale dello sballo, c'è Santori con la lancia in resta.

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