La prima manager della salubrità: "Vi faccio vivere senza paura del virus"

È l'unica in Italia a rendere gli hotel sicuri al cento per cento: "Primo certificato al Principe di Viareggio. È la via per ripartire"

La prima manager della salubrità: "Vi faccio vivere senza paura del virus"

Il suo curriculum si porta dietro tutta la responsabilità di un mondo che riapre le porte dopo il Covid. Maddalena Piscopo è Manager per la salubrità degli ambienti. La prima in Italia. L'unica che si occupa di hotel. Insomma una dirigente che progetta per il pulito. «Eravamo tantissimi, siamo rimasti in pochi perché gli standard richiesti dall'Unione Europea sono veramente alti». Insieme a lei, altri undici eletti che occuperanno di Rsa e spazi industriali. Un gruppetto che, per arrivare al traguardo, ha dovuto superare una lunga e complessa ginkana di corsi di specializzazione e percorsi formativi: dalla sicurezza igienico-sanitaria, alle competenze giuridiche e tecniche, «anche se da laureata in giurisprudenza posso dire che per me la parte più ostica è stata quella di chimica». Indietro si sono lasciati decine di aspiranti manager che sono stati bocciati. Sono le opportunità nuove, nate per rispondere alla voglia di far ripartire il Paese, sviluppate dopo le richieste dell'Unione Europea, tra le più rigorose al mondo. Fuori c'è voglia di fare, di recuperare, di riemergere dal lungo lockdown, di rimettere in moto la macchina. Ma qualcosa - è evidente- è cambiato per sempre. Sarà sicuro? Sarà stato disinfettato? È la prima domanda che ci assale quando ci muoviamo. Con figure come quella di Maddalena siamo al sicuro. «Al cento per cento, e non è tanto per dire. Il 4 agosto, per la prima volta in Italia, verrà consegnato il primo certificato ufficiale della Salubrità Ambientale al Grand Hotel Principe di Piemonte a Viareggio e per ottenerlo ho dovuto preparare e mettere in atto un piano che è durato più di tre mesi. Ma è questo il mio primo vero traguardo. E sono molto orgogliosa». Dietro c'è un grande investimento dell'albergo, il lavoro di una squadra che si è voluta portare avanti guardando al futuro, che ha fatto fare corsi di formazione ai suoi dipendenti. «Il turismo deve ripartire da qui», e infatti i clienti ricominciano ad arrivare anche dall'estero. «Oggi possiamo dire che chi entra in questo ambiente è totalmente messo in sicurezza». E niente è lasciato al caso. Un esempio? «Quando ci si siede al tavolo molti di noi hanno l'abitudine di togliersi la mascherina e appoggiarla sulla tovaglia. Niente di più sbagliato perchè a quel punto la contaminazione è avvenuta e addio sicurezza per chi arriva dopo. Per ovviare vengono invece dati ai clienti sacchettini di plastica, è più igienico per chiunque». Sembrano piccoli accorgimenti, ma in realtà cambiano tutto. Cambiano anche le pulizie nelle camere: «è tutto rigorosamente monouso, le spugne, gli stracci, i detersivi poi non devono essere aggressivi ma efficaci. E poi abbiamo il nostro asso nella manica: il microdefender, un macchinario che si porta dietro un certificato legale e medico che azionato in ogni camera crea una vera e propria barriera contro ogni virus e abbatte il grado di rischio al cento per cento». Un'apparecchiatura nata dalla cooperazione con l'Università Vita Salute San Raffaele di Milano, che ha ottenuto importanti conferme scientifiche. «È chiaro che sono piani che prima del Covid non avremmo mai pensato di mettere in atto, eppure oggi siamo in una situazione nuova e dobbiamo prenderne atto, ripartire vuol dire anche questo, e il nostro Paese ha tutte le carte in regola per farlo».

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