Arcuri in ritardo sull'ossigeno e lancia la "patente del vaccino"

Il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus avrebbe contattato solo di recente tramite la sua Invitalia la ditta Faber: con questi tempi "le consegne avverrebbero a partire da gennaio", spiega l'amministratore delegato

Carenza di bombole di ossigeno, una lacuna grave che il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus Domenico Arcuri non ha ancora risolto e per rimediare alla quale si è mosso solo negli ultimi giorni. Una richiesta che sarebbe arrivata troppo tardi perché le ditte incaricate della produzione possano ora riuscire a rispondere nei tempi attesi.

"Abbiamo chiesto alle Regioni di evidenziare il fabbisogno di ossigeno che ci sembrava cominciassero a scarseggiare. Mediamente non c’è una carenza di ossigeno liquido ma una carenza delle bombole", ha spiegato Domenico Arcuri durante un suo intervento, come riportato da Agi. "Abbiamo cominciato a contattare i principali produttori di queste bombole che devono essere già predisposte con l’ ossigeno all’interno. Ci sembra, negli ultimi giorni, di aver ricevuto una buon risposta".

Nonostante l'ottimismo di facciata, la situazione è decisamente più complessa, dato che da tempo ormai i farmacisti stanno chiedendo ai cittadini di riportare indietro quelle che non stanno utilizzando. In numerose regioni, inoltre, come riferisce "Il Secolo D'Italia", si sta procedendo addirittura ad effettuare una ricerca porta a porta per reperirle, anche con l'ausilio delle forze dell'ordine. Ciò che pare certo è che da maggio fino a qualche giorno fa nessuno ha contattato le ditte produttrici per richiedere delle nuove bombole.

Come riferisce l'amministratore delegato della Faber (che possiede due stabilimenti di produzione), la Invitalia di Arcuri li ha contattati "solo qualche giorno fa, ma siamo in fase interlocutoria". Una situazione paradossale, dato che servirebbero almeno 2 o 3 mesi per evadere un ordine del genere. "Le consegne avverrebbero a partire da gennaio", rivela ancora l'Ad di Faber Giovanni Toffolutti.

Nonostante il grande timore di una nuova esplosione della pandemia, tuttavia, da aprile nessuno si era mai preoccupato di effettuare un nuovo ordine, visti e considerati i lunghi tempi tecnici necessari per la produzione. "Questi contatti arrivati a distanza di mesi ci hanno colto di sorpresa", prosegue l'amministratore delegato. "Al momento abbiamo ancora solo una richiesta di quotazione da parte di Invitalia".

Dal canto suo Arcuri, che invece si è mostrato tranquillo dinanzi ai microfoni relativamente alla questione bombole di ossigeno, ha annunciato un bando per l'acquisto di aghi e siringhe, in particolar modo in vista dell'arrivo del vaccino. "Il 17 novembre il ministero della Salute ci ha inviato le specifiche tecniche e di quantità delle siringhe e degli aghi che dovremo acquistare per rendere certa la somministrazione per il primo e altri vaccini", ha spiegato il commissario straordinario, come riportato da "Il Corriere". "Confido che lunedì prossimo riusciremo a bandire la richiesta di offerta per acquistare siringhe, aghi e altri accessori indispensabili a garantire la somministrazione. Sarà un acquisto molto corposo e un po’ articolato: le tipologie di siringhe sono almeno tre e le misure degli aghi almeno sei", ha puntualizzato ancora.

''Stiamo progettando una piattaforma informatica che consentirà di gestire la verifica della somministrazione per sapere come si chiamano le persone che hanno fatto il vaccino e dove lo hanno fatto, per seguire la tracciabilità dei beni sul territorio'', ha precisato il commissario per rispondere a una domanda sull'ipotesi di un attestato ufficiale (una sorta di patentino) per chi farà il vaccino anti Coronavirus. "Sarà possibile e sarà il ministero della Salute a stabilire le modalità'', ha ribadito il commissario.

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Commenti
Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Ven, 20/11/2020 - 14:27

Che tempismo. Noè costruì l'Arca prima del diluvio, se ci fosse stato Arcuri avrebbe aspettato di avere l'acqua alle ginocchia.