In mancanza di teste anche un uovo può fare l'influencer

Con 27 milioni di «like» è il soggetto più apprezzato su Instagram. Ma c'è di peggio

In mancanza di teste anche un uovo può fare l'influencer

Q uanto conta avere molti like? Moltissimo, al giorno d'oggi, dove vai se i like non ce l'hai? Più hai like più sei popolare, più sei popolare più i like diventano anche denaro, volendo, ne sa qualcosa Chiara Ferragni, e tutti i cosiddetti influencer. Ma se i like denotano l'influenza, chi sarà la persona più influente del mondo?

Un uovo. Avete capito bene. Infatti su Instagram il profilo di World_record_egg ha ottenuto 27 milioni di like, il record mondiale nella storia di Instagram, con la foto di un banalissimo uovo, battendo i 18 milioni di like ottenuti da Kylie Jenner che aveva presentato ai follower la figlia neonata. La modella ha risposto con un video dove rompe un uovo sull'asfalto: in poche ore 16 milioni di like. In questa guerra delle uova viene da pensare che comunque dietro ci siano milioni di cervelli di gallina. Eppure nello stesso tempo la trovata dell'uovo è geniale, un Uovo sapiens, perché dimostra quanto poco significhi un like, e nello stesso tempo quanto pesi nella società.

Non vale neppure più la vecchia analisi di Marshall McLuhan secondo cui medium è il messaggio, perché internet non è la televisione, casomai il numero di like sono il messaggio, il messaggio è quello che è anche quando non c'è. Può essere un simbolo della pace, un gattino, una neonata, un selfie di Ronaldo, un cazzo. È come l'orinatoio di Marcel Duchamp: diventa un'opera d'arte nel momento in cui è dentro un museo, firmato dall'artista, solo che qui al posto dell'artista e del museo ci sono tanti cuoricini, e superata una certa soglia cuoricino chiama cuoricino, e in ogni caso come profetizzato da Duchamp bisogna trovarsi al posto giusto nel momento giusto, lo stesso vale sui social. Se quell'uovo lo avessi messo io non se lo sarebbe filato nessuno, ma qualcuno è riuscito a farlo cliccare da 27 milioni di persone, questo conta.

Una elementare ma efficace parodia sul tema viene proposta in un cartone animato per bambini appena uscito al cinema, Ralph spacca internet, dove Ralph, il celebre personaggio del videogioco degli anni Ottanta, per ottenere like su Youtube pubblica video sempre più idioti seguendo le tendenze del momento, e aiutandosi con algoritmi in grado di influenzare i like. Se seguite qualche youtuber avrete visto quanto in ogni video vi invitino a mettere like, perché più like ottengono più guadagnano, e in genere il numero di like è inversamente proporzionale al numero di neuroni usati per i contenuti. Si stanno facendo strada molti youtuber intelligenti, ma non raggiungono minimamente il numero di like degli youtuber deficienti, rispetto ai quali l'uovo rappresenta un pensiero profondissimo.

D'altra parte, per trovare il pelo nell'uovo, basta andare a vedere chi sono gli influencer, ovvero coloro in grado di influenzare sui social, in altre parole coloro che prendono più like. Non certo intellettuali, grandi scrittori o scienziati: Marcel Proust o Niels Bohr, fossero vissuti oggi, avrebbero avuto pochissimi like, di certo però li avrebbe presi Albert Einstein, ma solo per via della foto con la linguaccia. In Italia oltre alla suddetta Chiara Ferragni, sono potenti influencer Elisabetta Canalis, Clio Zamatteo che si occupa di makeup, oppure Selvaggia Lucarelli, bravissima per carità, ma se fosse stata un cesso vorrei vedere chi l'avrebbe seguita, non per altro per emergere nei social ha giocato molto sulla femminilità e sulla misura delle tette ben in vista. Che comunque, da oggi, non valgono un uovo.

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