Le mani degli hacker su Facebook: rubati 533 milioni di account

Nomi, cognomi, indirizzi, telefoni pubblicati illegalmente su un forum dai "pirati hi-tech"

Le mani degli hacker su Facebook: rubati 533 milioni di account

Facebook finisce per l'ennesima volta nella bufera per una storia di dati rubati. Secondo un rapporto pubblicato da dicessi media Usa, tra cui Business Insider, gli hacker hanno sottratto i numeri di telefono e le informazioni personali di 533 milioni di utenti del social network di Mark Zuckerberg provenienti da 106 Paesi differenti.

Per quanto riguarda l'Italia, le persone coinvolte sono circa 37 milioni di persone. Mentre degli altri utenti hackerati, come ha rivelato l'azienda di cyber intelligence Hudson Rock, 32 milioni sono negli Stati Uniti, 11 milioni del Regno Unito, 6 milioni in India. Tra le informazioni di cui i pirati informatici sono venuti in possesso ci sono password, generalità, date di nascita, spostamenti, indirizzi email, relazioni personali e numeri di telefono. Inclusi i dati personali dello stesso Zuckerberg.

In realta' si tratterebbe dello stresso gruppo di dati sottratti al social network nel 2019, tanto che la portavoce di Facebook, Lily Sheperd, ha replicato: «Sono vecchi dati il cui furto era stato già segnalato nel 2019» e «il problema è stato risolto nell'agosto di quell'anno».

Di diverso avviso sono invece alcuni esperti e ricercatori - come hanno riportato i media Usa - i quali ritengono che i dati rubati ad oltre mezzo miliardo di profili «sebbene siano vecchi di almeno un paio di anni, potrebbero essere utilizzati per sottrarre identità e commettere frodi online più credibili». «Sono dati che possono essere ancora sfruttati dai criminali», ha spiegato da parte sua alla Cnn uno dei responsabili di Hudson Rock, Alon Gal. E per il Ceo di SocialProofSDEcurity, Rachel Tobach, «si tratta di informazioni che oggi sono più facilmente e velocemente accessibili e facili da utilizzare».

Facebook, nonostante ribadisca che si tratta di «vecchi dati» e di una questione già individuata e risolta, è alle prese con problemi riguardanti la sicurezza dei dati da anni. Sinora il caso più clamoroso e controverso e' stato quello legato allo scandalo emerso nel 2018, quando fu rivelato che Cambridge Analytica aveva avuto accesso alle informazioni di 87 milioni di utenti Facebook a loro insaputa o senza il loro consenso e li aveva usati per scopi di propaganda politica.

Nella primavera di quell'anno Zuckerberg fu ascoltato e messo sotto torchio dal Congresso americano, e patteggiò una cifra record di 5 miliardi di dollari con la Federal Trade Commission per chiudere la disputa sulle violazioni della privacy.

Nel dicembre 2019, invece, un ricercatore in materia di sicurezza ucraino ha riferito di aver trovato un database con nomi, numeri di telefono e account di oltre 267 milioni di utenti del social media, quasi tutti con sede negli Stati Uniti. Non è chiaro se l'attuale mole di dati sia correlata a questo database. Intanto, come riporta la Cnn, la società di Zuckerberg non sta rendendo semplice per gli iscritti capire se il loro account e' tra quelli colpiti dall'ultimo furto degli hacker. Tuttavia un sito web esterno, haveibeenpwned.com, è in grado di rendere meno complicato il controllo inserendo la propria email, anche se permette di controllare solo gli account ai quali è stato rubato l'indirizzo di posta elettronica, che sono una piccola parte del totale (sembra solo 2,5 milioni dei 533 milioni coinvolti).

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