Manovra, la Lega stronca il M5S: "Il reddito minimo non darà lavoro"

Giorgetti frena: "Il sussidio dei Cinque Stelle difficile da attuare. E rischia di essere un provvedimento fine a se stesso". Ma Conte: "Partirà e sarà fatto con attenzione"

Manovra, la Lega stronca il M5S: "Il reddito minimo non darà lavoro"

"Il reddito di cittadinanza? Ha complicazioni attuative non indifferenti". Giancarlo Giorgetti ha ancora dubbi sul provvedimento fortemente voluto dal M5S e per cui il governo ha stanziato 9 miliardi nella legge di bilancio ora all'esame delle Camere.

"Se riuscirà a produrre posti di lavoro, bene. Altrimenti resterà un provvedimento fine a se stesso", dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio a Bruno Vespa, che lo ha intervistato nel libro "Rivoluzione" in uscita il 7 novembre.

Il numero due della Lega ha parlato anche di flat tax, cara al centrodestra ma ridimensionata almeno per ora nel piano di governo. "Per un naturale bilanciamento abbiamo dovuto portare avanti la quota 100 sulle pensioni, rinunciando, con questo, a una flat tax più estesa", ha spiegato, "Se l'avessimo fatta al posto delle pensioni, l'atteggiamento dell'Europa e dei mercati sarebbe stato diverso".

Poi ammette che sul decreto fiscale l'esecutivo ha rischiato di cadere per una "crisi di governo". "C'erano stati momenti di tensione brutta, sembrava incrinata la fiducia tra alleati", ha raccontato a Vespa Giorgetti, "Ci avevano accusato di falso. Non puoi pensare che il tuo alleato faccia un reato per coprirne un altro. Siamo finiti contro un iceberg perché non avevamo un metodo sperimentato per la soluzione delle crisi. È stata un'esperienza utile: dovesse ricapitare, faremo tesoro degli errori. Ma adesso è tutto appianato".

"Questa riforma partirà", ribatte però da Tunisi Giuseppe Conte, "Siamo ben consapevoli tutti, non solo il sottosegretario Giorgetti, che è una riforma che va fatta con molta attenzione, non siamo mica irresponsabili. È il motivo per cui non lo abbiamo inserito adesso. Partirà l'anno prossimo ci rendiamo conto che è una riforma importante, è una riforma particolarmente qualificante del programma di questo governo e teniamo a farla bene e con tutti i dettagli applicativi che sarà necessario tener conto, per realizzarla al meglio".

Anche Luigi Di Maio assicura che il provvedimento si farà, anche se non è inserito in manovra.

"Subito dopo la legge di Bilancio, magari a Natale, si fa un Consiglio dei ministri e si fa un decreto con le norme per la riforma dei centri per l'impiego, per il reddito e la pensione di cittadinanza, per superare la Fornero", ha detto il vicepremier su Facebook, "Non lo faremo con un disegno di legge ma lo faremo con un decreto legge perché ci vorrebbe troppo tempo e c'è un'emergenza povertà. Nella legge di bilancio si mettono i fondi, ma nella legge di bilancio non ci sono le leggi ordinamentali".

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