Manovra mai così in ritardo. Slitta la lotteria degli scontrini

Oggi la Camera licenzia la legge di Bilancio, in Senato da domani. È un governo fondato su tasse e rinvii

Manovra mai così in ritardo. Slitta la lotteria degli scontrini

Camera dei deputati al lavoro di domenica, per approvare la legge di Bilancio più ritardataria della storia della Seconda Repubblica. Oggi il disegno di legge dovrebbe essere licenziato dall'aula di Montecitorio per poi approdare al Senato per un passaggio senza modifiche. Negli ultimi anni non era mai successo che una manovra approdasse alle due camere così a ridosso della fine dell'anno, come ha osservato la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, che ieri ha parlato di «governo dei record negativi». Per evitare l'esercizio provvisorio «il Senato sarà costretto a un tour de force senza precedenti, con un passaggio solo formale in commissione bilancio senza mandato al relatore e la successiva apposizione della fiducia in aula. Un altro precedente parlamentare pericoloso, che nell'anno dei Dpcm di Conte abbatte un altro importante pilastro della democrazia, nel silenzio assordante dei presunti difensori della Costituzione».

Il monocameralismo di fatto nell'iter della legge più importante ha dei precedenti. L'anno scorso, il governo Conte II mise in un angolo la Camera. Nel 2016, come quest'anno, il Senato.

A complicare il percorso della manovra questa volta è stata la coincidenza con i preparativi per il Recovery fund. E l'incertezza del quadro macroeconomico. Problema destinato a riproporsi nei prossimi mesi. Sicuramente con nuovi aggiustamenti sul saldo del bilancio 2021, quindi con più deficit. Nei mesi a venire, se l'Unione Europea dovesse chiedere un ritorno ai vincoli del Patto di stabilità, con manovre correttive.

Complicata, anche se molto più breve, la gestazione del Milleproroghe. Rispetto alle bozze il decreto ha perso lo stop definitivo alla estrazione di idrocarburi sul territorio italiano, voluta dai Cinque stelle.

Tra le novità dell'ultima ora, spuntata alla vigilia di Natale, c'è il rinvio della lotteria degli scontrini, che sarebbe dovuta partire il primo gennaio, ma che slitta al primo febbraio dopo le proteste dei commercianti, visto che il 50% dei registratori di cassa ancora non sono pronti. «Un mese di tempo forse non sarà sufficiente per tutti ma è già qualcosa», ha commentato Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti.

Confcommercio ricorda che «il software per l'adeguamento dei registratori telematici è stato rilasciato solo nel corso del mese di agosto e che le operazioni di installazione e formazione degli esercenti si sono avviate tra settembre ed ottobre e si sono sviluppate in una fase che ha registrato l'impatto anche organizzativo delle misure emergenziali di limitazione e chiusura delle attività». Se fosse partito il primo gennaio ci sarebbero stati «disservizi e disagi sia per i consumatori».

La lotteria è strettamente legata al cashback di Stato. La sperimentazione natalizia sta per terminare e presto il ministero dell'Economia fornirà i dati sulle adesioni e sull'entità dei rimborsi. Le risorse limitate messe a disposizione per i 2020, ha assicurato nei giorni scorsi il dicastero guidato da Roberto Gualtieri, saranno compensate dagli stanziamenti per il 2021, visto che i rimborsi arriveranno da febbraio in poi.

Un saggio di quanto questa misura non sia sufficiente a contrastare il dominio dell'e- commerce arriva da dati elaborati dalla Cgia di Mestre: le piccole e medie imprese nel 2020 hanno perso 420 miliardi di euro di fatturato, il 13,5% in meno rispetto al 2019. Di tutt'altro segno, invece, i risultati ottenuti dalle multinazionali del web presenti nel nostro Paese: nel primo semestre di quest'anno il loro fatturato è aumentato del 17%.