Martina la "leonessa" ha perso la sfida. Combatteva con cancro e coronavirus

Malata da 3 anni era diventata testimonial contro il Covid che le aveva congelato le terapie: "Ma sono stanca di essere forte"

Martina la "leonessa" ha perso la sfida. Combatteva con cancro e coronavirus

È partita per il suo ultimo viaggio Marty, ovvero Martina Luoni,«la leonessa». Da sola. Non ce l'ha fatta a sconfiggere il terribile male che la tormentava da 4 anni. Due occhi vivaci che spuntano da uno scoglio di Fuerteventura, dove era andata per recuperare le forze, a impersonare gli Occhi di ragazza di Gianni Morandi «Quanti cieli quanti mari che m'aspettano... partiremo insieme per un viaggio» il suo ultimo post ad agosto. Solo un mese prima, la combattente indomabile aveva confessato: «Sono stanca di essere forte, di sopportare i dolori, di essere chiamata leonessa... Ora ho iniziato un nuovo percorso di cure sperimentali, tra due mesi vedremo dove sta portando. Tanto lo sappiamo tutti che vinco io, no?!».

Il suo nome e il suo volto diventano virali nel 2020, quando racconta su Instagram la sua storia: 26 anni di Solaro (nel Milanese), da 3 combatte un cancro al colon metastatico, che sembrava sconfitto dopo cure e indicibili sofferenze. A dicembre 2019 scopre che la malattia è tornata. «È ricominciato un calvario». A marzo 2020 il Covid esplode, il sistema sanitario è in affanno, Martina ha bisogno di visite specialistiche e cure. «Non ho potuto fare quasi nessuna visita specialistica con i miei genitori, perchè i malati vengono isolati. Un ospedale non mi ha neanche preso in cura» denuncia. Non solo, Martina voleva conservare i suoi ovuli prima della chemio: «Era tutto programmato ma due ore prima della visita mi chiamano - racconta -: gli ambulatori sono chiusi per la pandemia. Via, tolta un'opportunità». Poco tempo dopo «mi propongono un intervento salvavita. L'altro giorno, nuova telefonata: attività chirurgica sospesa».

A questo punto Martina, ragazza caparbia e tenace, decide di denunciare la situazione negli ospedali lombardi, portando alla ribalta la frustrazione di chi nell'ombra «ce la mette tutta per cercare di guarire» e si vede negate le cure. Un atto di generosità verso chi non ha lo stesso coraggio e la stessa forza comunicativa e un appello al senso di responsabilità dei suoi coetanei. «Siamo in emergenza per il Covid, si parla di scegliere chi salvare tra i malati - spiega Marty- ma già sospendere l'attività chirurgica significa scegliere. Il Covid è un problema per tutti, dobbiamo rispettare le regole, aiutarci con distanziamento e mascherine. Chiunque potrebbe avere un problema sanitario e non è giusto che le cure non vengano portate avanti».

Regione Lombardia la chiama come testimonial per la campagna di sensibilizzazione anti Covid: «Io ho il cancro, ma il mio vero problema sei tu. Tu che non porti la mascherina. Tu che passi più tempo in giro che in casa. Tu che te ne freghi delle regole». Premiata come Milanese del 2020, insignita a maggio 2021 del premio Rosa Camuna per il suo impegno pubblico, ieri mattina si è spenta. «Non dimenticheremo mai il suo sorriso, l'energia di una ventisettenne caparbia e determinata. Lo sguardo deciso e solare con cui, camminando sul belvedere di Palazzo Lombardia, invitava tutti a combattere contro il virus» le parole del presidente lombardo Attilio Fontana.

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