Quirinale, mal di pancia tra i dem per la linea Letta

Il ddl Zanda che può aprire al bis di Mattarella al Colle agita le acque tra i piddini. Emergono sempre più contrarietà in chiaro alla linea dettata da Letta

Quirinale, mal di pancia tra i dem per la linea Letta

L'universo Dem non concorda all'unanimità sulla strategia del segretario Enrico Letta per il Colle. Che ci sia bagarre interna non è un mistero, ma adesso inizia ad emergere pure qualche commento pubblico. Sono quelli che in gergo vengono chiamati mal di pancia.

Dopo la presa di posizione del senatore Andrea Marcucci sulla necessità di uscire dallo "splendido isolamento" in cui l'ex premier si sarebbe infilato, è il ddl promosso dal senatore Luigi Zanda a tenere banco. Non tutti nel Partito Democratico e negli ambienti limitrofi pensano che quella mossa sia positiva. Sullo sfondo c'è il Mattarella bis ed un malcelato tentativo di convincere l'attuale capo dello Stato a rimanere al Quirinale per un secondo mandato.

Il tuono più evidente è arrivato attraverso un cinguettio di Pierluigi Castagnetti: "Non si modifica la Costituzione per risolvere un problema politico. Ineccepibile la reazione", ha scritto l'ex democristiano via Twitter. Castagnetti si riferisce al presunto "niet" che sarebbe trapelato dal Quirinale in relazione allo scenario per cui il Partito Democratico, introducendo nero su bianco l'impossibilità di una rielezione per un presidente della Repubblica per un secondo giro, starebbe in realtà cercando di persuadere Mattarella, che per più di qualche retroscenista rappresenterebbe la soluzione principe individuata dai Dem per uscire dall'impasse sul Quirinale. Ma se Castagnetti è fuori dal giro o quasi, il senatore Salvatore Margiotta, che un esponente in carica, è parte attiva della truppa dei Dem.

E Margiotta ha commentato quanto esposto da Castagnetti con un tweet altrettanto nitido: "Quando lo abbiamo fatto - ha scritto, riferendosi alle modifiche costituzionali utilizzate quale mezzo per uscire da un guado senza presunta via d'uscita - , ad esempio sulla riduzione dei parlamentari quale condizione per far nascere il #contebis, abbiamo fatto disastri". Siamo al terzo commento piccato in poche ore.

Il post di Castagnetti è diventato un'occasione per alcuni utenti di uscire allo scoperto e dire la loro: "Ogniqualvolta personalità quali @PLCastagnetti o @MarcoFollini e pochi altri twittano (tuonano sommessamente) sui temi della #Politica, si misura tutto il baratro della inconsistenza della attuale classe dirigente Purtroppo si tratta di voces clamantium in deserto #Mattarella", ha scritto uno. E un'altra persona ha fatto eco: "Concordo. L'iniziativa mi pare quantomeno intempestiva". Mattarella, in buona sostanza, non andrebbe tirato per la giacchetta.

Prima di questo episodio a mezzo social - come premesso - era stato il senatore Andrea Marcucci dalle pagine del Giornale ad affermare pure quanto segue: "Vorrei che il Pd fosse più determinante nelle partite più rilevanti di fine legislatura. Non credo che questa sia la stagione adatta per stare sempre un po' ai margini del campo, a scrutare l'orizzonte. Letta deve uscire dall'angolo ed assumere con chiarezza una linea più persuasiva in Parlamento, ad esempio sulle alleanze, anche in vista del voto sul Colle". Schricchiolii che dimostano come l'impostazione del segretario Letta non possa contare su una condivisione assoluta e piena.

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