E così a un certo punto succede che tutta l'Italia si ribelli. Mattarella è "indignato", Tajani convoca l'ambasciatore russo per domandare spiegazioni e la Schlein difende ancora Giorgia, la seconda volta nel giro di pochi giorni. "Accuse sessiste che offendono il Paese".
No, non bastava Trump, con le sue ruvide carezze, ora ricannoneggiano pure da Mosca. Accerchiata, attaccata dalla tv ufficiale, pesantemente insultata: insomma fuoco incrociato sulla Meloni, fuoco amico e fuoco nemico sulla premier che sta vivendo la sua settimana più difficile da quando è arrivata a Palazzo Chigi. Dietro Solovyov c'è Putin e sotto tiro non c'è solo il governo ma la "nazione intera", con le sue scelte di politica estera e di fedeltà all'Europa. Non si può sottovalutare.
Dunque, per una volta il sistema Paese prova a fare blocco. Al Quirinale si registra "forte preoccupazione" e si chiede unità e stop alle polemiche. Telefonate, consultazioni, contatti vari pure a livello internazionale segnano la giornata del Colle. In serata il capo dello Stato fa pervenire alla presidente del Consiglio un messaggio di "solidarietà" in cui esprime sconcerto e "indignazione per le volgari parole del condutture tv russo Vladimir Solovyov".
I timori quirinalizi si estendono alla sicurezza, infatti Mattarella sente pure Crosetto e Piantedosi. "Espressioni irripetibili è impronunciabili - dice il ministro della Difesa - Non ricordo un attacco così vergognoso di una televisione di Stato verso il capo di governo di un'altra nazione". Per Crosetto forse "non è solo propaganda", stiamo nel campo delle minacce e "di una violenza verbale inaudita". Bisogna stare attenti. "Doveroso, da parte dell'ambasciata russa in Italia prendere le distanze da parole e toni, anche solo per dovere istituzionali".
Il Viminale sta aumentando i controlli degli obbiettivi sensibili e intanto si è attivata pure la Farnesina. Antonio Tajani ha subito convocato l'ambasciatore Paramonov "per esprimere formali proteste dopo le offensive e gravissime dichiarazioni di Solovyov sulla tv russa nei confronti del presidente del Consiglio".
E l'altro vicepremier, Matteo Salvini: "Gli insulti alla Meloni sono inaccettabili e ci coinvolgono tutti. Affettuosa solidarietà a Giorgia". Anna Maria Bernini: "È stata colpita tutta l'Italia, esprimo la mia vicinanza a Meloni e il sostegno incondizionato al suo impegno quotidiano. Il rispetto non è negoziabile". Messaggi giungono pure dai ministri Zangrillo e Valditara. I parlamentari di FdI parlano di "squallore e frasi rivoltanti".
L'opposizione fa quadrato. Spiega Pierferdinando Casini: "La Meloni merita la solidarietà anche di chi non l'ha votata". E dopo il discorso alla Camera dell'altro giorno, Elly Schlein torna a schierarsi con veemenza a fianco di Giorgia. La segretaria del Pd usa parole dure, ferme. "Un conduttore della tv russa, portavoce delle posizioni del Cremlino, ha rivolto delle inaccettabili accuse sessiste alla Meloni. Ancora una volta vorremmo ricordare al regime di Mosca e ai suoi corifei che chi insulta i rappresentanti delle istituzioni italiane offende tutto il Paese. Noi non lo accettiamo". Ecco poi la "solidarietà" più sfumata di Giuseppe Conte "per le inqualificabili e volgari offese personali". Quella di Matteo Renzi. E quella di Carlo Calenda. "Questo delinquente è complice di un dittatore assassino.
Spero che passi la voglia di invitarlo nelle trasmissioni televisive italiane con scusa di dare la parola a tutti". E quella di Nicola Fratoianni. "La nostra vicinanza a Giorgia Meloni. Le volgarità utilizzate mostrano ancora di più chi sono gli esponenti del regime di Putin".