"Mattia come Gaia e Camilla Ora giustizia per il 14enne"

La madre di una delle due ragazze travolte su Corso Francia: basta morti, oggi mia figlia avrebbe 17 anni

"Mattia come Gaia e Camilla Ora giustizia per il 14enne"

Mattia come Gaia e Camilla. Roma piange i suoi figli e chiede giustizia. Una striscia color rosso sangue è stata tracciata tra le altre ripassate di bianco, perché ormai scolorite, dagli amici del quattordicenne, gli stessi che lunedì sera l'hanno visto morire impotenti dopo essere andati a cena insieme all'Infernetto, per festeggiare la fine dell'anno scolastico.

Di Gaia e Camilla, invece, rimane il dolore e il vuoto che hanno lasciato e un murale a Corso Francia, fatto da chi le amava, in cui di spalle si allontanano mano nella mano. Ieri la mamma di Gaia, Gabriella Saracino, ha voluto festeggiare con una torta e le persone più care i 17 anni della figlia che non c'è più. Sbalzata via in un attimo il 22 dicembre insieme all'amica del cuore da una macchina trasformata in proiettile guidata da Pietro Genovese, figlio del noto regista Paolo, risultato positivo ad alcol e droga.

Anche Federico Costantino, geometra incensurato di 22 anni, nel sangue aveva tracce di cannabinoidi. Forse, ma questo lo dirà l'analisi sui tabulati e applicazioni del suo cellulare sequestrato, stava chattando mentre era al volante della Peugeot. Di certo correva oltre i 30 chilometri orari consentiti in via Cilea e ha fatto volare Mattia Roperto 30 metri più il là del punto di impatto, senza dargli scampo.

Ora si trova agli arresti domiciliari per omicidio stradale. Ma prima di guardarsi indietro ha fumato una sigaretta e solo dopo ha chiamato il padre per dire cosa aveva fatto. Se verrà dimostrato, poi, che si è fermato in via Cilea non per soccorrere l'investito ma in quanto costretto da un guasto all'auto, la sua posizione potrebbe aggravarsi. Correva come correva Genovese che ha massacrato Gaia e Camilla a Corso Francia. Pochi giorni fa la Procura per lui ha rigettato la richiesta di patteggiamento. I suoi avvocati avevano chiesto solo due anni e sei mesi di reclusione con pena sospesa. In parole semplici non avrebbe fatto un giorno di carcere e nemmeno i servizi sociali. Purtroppo l'omicidio stradale è un reato spesso privo di significato, come dimostrano i 9 anni di prigione dati a Rosario Greco, il figlio del boss che nel Ragusano travolse e uccise con un Suv i due cuginetti Simone e Alessio D'Antonio. Drogato e ubriaco anche lui. «Non chiedo vendetta ma solo giustizia per la mia Gaia e Camilla - dice Gabriella Saracino - Oggi (ieri per chi legge, ndr) festeggiamo il compleanno di Gaia e ho iniziato un percorso spirituale per affrontare questa tragedia con maggior serenità. Non provo rancore per Genovese, si è rovinato la vita ed è un ragazzo, come lo era mia figlia. Ma giustizia deve essere fatta».

L'avvocato Domenico Musicco, presidente di Avisl Onlus, chiede pene certe per l'omicidio stradale. «Soprattutto in presenza di aggravanti del genere - sottolinea - questa legge non può essere disapplicata. Il patteggiamento per questo reato del deve essere escluso e gli avvocati non dovrebberlo chiedere perché così facendo dimostrano che i loro assistiti non hanno capito la gravità di quanto hanno fatto».

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