Maturità, la grande fuga dei commissari

Rinunciano soprattutto i presidenti. La polemica sulle novità introdotte all'esame orale

Maturità 2019: fuga dei commissari d'esame. Il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, minimizza ma a lanciare l'allarme sono i dirigenti d'istituto e quelli dell'ufficio regionale che devono correre ai ripari. I motivi? Prima di tutto la retribuzione ritenuta troppo bassa a fronte dell'impegno ma non solo. Quest'anno la rinuncia dei commissari potrebbe anche celare una sorta di protesta silenziosa nei confronti delle novità introdotte a corsa cominciata. Nel mirino dei professori ci sarebbe soprattutto la modalità dell'esame orale in stile Rischiatutto con la scelta tra tre buste che oltre a non piacere presenta troppe incognite che finiranno per pesare sul giudizio finale. Soltanto a Palermo una trentina di presidenti di commissione ha rinunciato mentre a Cosenza si sale a quota 100 tra presidenti e commissari. Anche a Bologna, Roma e Milano la situazione è critica: in decine di istituti le commissioni sono dimezzate. Nell'area di Lucca e Massa Carrara è la dirigente dell'ufficio territoriale scolastico a denunciare la carenza commissari: meno cento docenti. La maggioranza si è improvvisamente ammalata ed ha presentato il certificato medico. Tra le soluzioni il ricorso ai docenti in pensione, come già è accaduto per i medici. Non si possono però richiamare quelli che sono in pensione da oltre tre anni, al massimo quindi avremo esaminatori settantenni. Per il ministero dell'Istruzione sono numeri fisiologici che si ripetono a causa del grande numero di persone coinvolte nella macchina organizzativa della maturità. «Come ogni anno possono esserci rinunce motivate. Ma i commissari e i presidenti mancanti saranno sostituiti. Nessun allarme. Nessuna situazione patologica o preoccupante», assicura il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. Il ministero rende noto che la percentuale di sostituzione dei presidenti di commissione quest'anno è pari al 5,5 del totale, contro il 6 dello scorso anno. Dato in linea con il 2018. Diminuisce nettamente però la percentuale di rinunce motivate fra i commissari: nel 2018 erano pari al 13,5 quest'anno sono il 6,5. Ma che cosa può fare il dirigente scolastico se manca il presidente all'ultimo minuto? I lavori saranno avviati dal componente, interno o esterno, più anziano. L'assenza viene comunicata alla direzione generale dell'ufficio scolastico regionale che deve accertare la correttezza della procedura.

Ma davvero i commissari guadagnano così poco? I compensi fissati nel 2007 sono considerati troppo bassi tanto più quest'anno che i carichi di lavoro sono cambiati. Il compenso più basso spetta al commissario interno che svolge gli esami in una sede raggiungibile in non più di 30 minuti: gli verranno corrisposti 570 euro lordi. La retribuzione più alta spetta al presidente che sia nominato in una sede esterna al suo comune di servizio. Se occorrono più di 100 minuti per raggiungerla il guadagno sarà di 3.519 euro lordi.

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