Alle 8 e 45 Alberto Trentini e Mario Burlò toccano il suolo italiano. L'aereo di Stato che li riporta a casa da Caracas (Venezuela), dopo una lunga detenzione, atterra sulla pista di Ciampino. Ad accoglierli i familiari dei due italiani: mamma Armanda e l'avvocato Alessandra Ballerini per il cooperante Alberto Trentini, i figli Gianna e Corrado per Mario Burlò. Abbracci e pianti. Come è giusto che sia. Nella saletta di Ciampino anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, artefici con l'intelligence italiana della brillante operazione diplomatica. L'incubo finisce dopo 423 giorni di prigionia per Trentini e 14 mesi per Burlò. Il regime di Maduro li aveva incarcerati con accuse assurde: terrorismo, traffico di armi e corruzione. Il blitz militare di Trump del 3 gennaio scorso è stato determinante per favorire l'esito positivo della trattativa. Trentini e Burlò ringraziano il governo Meloni, la premier e il ministro degli Esteri per la liberazione. A differenza della sinistra italiana che (rosica) e fatica ad ammettere il successo diplomatico italiano.
Nei precedenti, Cecilia Sala, dopo le polemiche, precisò da Fazio di aver ringraziato il governo come primo atto al rientro in Italia. Mentre Patrick Zaki rifiutò addirittura il volo di Stato per il rientro a Bologna. Ieri c'era tutt'altra atmosfera. Meloni posta il video dell'arrivo: "Bentornati a casa!". La premier con discrezione saluta i due connazionali, lasciando poi la scena all'abbraccio con i familiari: "Come va?" chiede Meloni a Trentini che risponde sorridente "Bene, bene" e la ringrazia più volte. "Ha riabbracciato mamma?", domanda ancora la premier, "è stata tanto in pensiero...". Salutando poi Burlò e i suoi familiari con un caloroso "Bentornato", la premier, accompagnata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dice: "Non voglio disturbare perché avete tanto tempo da recuperare".
Dopo l'emozione, arriva qualche parola per la stampa. "Gioia immensa toccare la mia bella Italia: grazie a tutti per lo sforzo che avete fatto, dal governo all'ambasciatore a tutti, tutti, il piacere di abbracciare i miei figli è stato un piacere immenso" commenta - al telefono con il Tg2 - Mario Burlò. "Non è stato facile, è stato difficile - racconta - ma il pensiero che il governo c'era, i miei figli e l'amore che provo per loro, mi hanno dato la forza di andare avanti. Si, sono provato, ho perso 30 chili ma non importa, l'importante è essere tornato, riabbracciare i miei ragazzi. Ringrazio moltissimo anche i miei avvocati che non hanno dormito la notte per arrivare a questo risultato. Grazie di cuore".
Trentini affida al suo legale una dichiarazione: "Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine in tanti modi diversi, anche silenziosamente ma efficacemente. Ora vi chiediamo di rispettare il nostro desiderio di stare un po' raccolti lontani dal clamore di queste giornate per affrontare con tranquillità ed entusiasmo il futuro di libertà che ci attende. Un pensiero a tutte le persone ancora detenute e alle loro famiglie. Che possano presto condividere la gioia della liberazione. La solidarietà dentro e fuori dal carcere è stata la nostra salvezza".
Anche la famiglia di Trentini decide di affidare al legale un commento: "Siamo felicissimi oggi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo.
Non si possono cancellare le sofferenze di questi interminabili 423 giorni". Nelle celle venezuelane restano altri 42 italiani: "Adesso lavoriamo per liberare gli altri italiani. Come sapete ce ne sono 42 di cui 24 sono politici ma hanno passaporto italiano e venezuelano", dice Tajani.