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Meloni a Catania con Salvini: "Questo è un precedente mostruoso"

La leader di FdI non risparmia affondi sul Recovery Fund: "Il governo è indietro, e tanto per cambiare non accetta il confronto con l'opposizione"

Meloni a Catania con Salvini: "Questo è un precedente mostruoso"

Intervenuta ad Agrigento, a margine di un comizio in vista delle elezioni amministrative, Giorgia Meloni ha affrontato varie tematiche, confermando la propria presenza a Catania nella giornata di domani e ribadendo ancora una volta la vicinanza a Matteo Salvini, che sarà alla sbarra in occasione del processo sul caso Gregoretti.

"Domani saremo a Catania per portare la solidarietà a Matteo Salvini, che è un nostro solido alleato", ha dichiarato il presidente di Fratelli d'Italia, come riporta AdnKronos. "Ma ci saremo soprattutto per difendere un principio sacrosanto. Cioè che un ministro che fa quello che la maggioranza degli italiani gli chiede di fare, che difende le leggi e i confini di questa nazione, non può essere processato per questo". Una situazione senza precedenti, ricorda la Meloni, che si dice perplessa per quanto sta accadendo: "Mi stupisce come a 360 gradi nella politica italiana non si comprenda quanto sia mostruoso questo precedente. Perché se domani un ministro sarà processato ogni qualvolta non faccia quello che pretende il main stream, vi comunico ufficialmente che in Italia è finita la democrazia".

Problema immigrazione che viene affrontato anche più nel dettaglio. "Il punto non è dove chiudere e dove aprire o spostare i migranti. Il punto è e rimane bloccare le partenze", spiega ancora la leader di FdI. Il suo partito ha già fatto da tempo una proposta, che prevede un dialogo tra gli stati dell'Ue e le autorità libiche per ottenere "un blocco navale a largo delle coste della Libia, l'apertura in Africa degli hotspot, la valutazione in Africa di chi ha diritto ad essere rifugiato e chi invece è immigrato clandestino e poi la distribuzione equa nei 27 paesi solo dei profughi".

Tra gli argomenti trattati anche quello del Recovery Fund, progetto al momento ancora molto fumoso e che lascia più di qualche dubbio al presidente di FdI: "Il governo è un po' indietro sul Recovery Fund. Credo che già le risorse arrivino in ritardo rispetto alle necessità, perché buona parte di quelle risorse rischiano di arrivare quando le imprese che dovremmo salvare con quelle risorse saranno di fatto già morte". Il pericolo ritardi e scarsa chiarezza pare evidente alla Meloni:"Il fatto che il governo arrivi molto sulla soglia di quando dovrebbe consegnare il proprio piano con delle linee guida molto fumose e che tanto per cambiare non accetti il confronto con l'opposizione (tanto che abbiamo fatto una serie di proposte per aggiungere delle priorità rispetto a quelle individuate dal governo e ovviamente non sono state inserite) a me non fa essere ottimista".

Una scarsa fiducia che è stata ribadita anche dal capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento Europeo Carlo Fidanza: "L’egoismo dei cosiddetti “frugali” e l’odio ideologico delle sinistre stanno ritardando la partenza del Recovery Fund", accusa il politico senza troppi giri di parole in un comunicato ufficiale. "Questa volta la scusa è la presunta violazione dei principi dello stato di diritto da parte di Ungheria e Polonia. Al netto delle valutazioni di merito, i meccanismi per sanzionare eventuali inadempienze sono previsti dai trattati e incardinati nella procedura dell’articolo 7. Prevedere condizionalità ulteriori e specifiche", aggiunge ancora Fidanza, "è fuori dai trattati ed è uno stratagemma per non far partire misure anti-crisi che i frugali non vogliono. Una certa sinistra, per mero interesse politico, sta finendo per spalleggiare questi atteggiamenti che rischiano di ritardare la risposta alla crisi economica", conclude.

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