Meloni contro il governo: "Vota sanzioni alla Russia alla faccia delle aziende italiane"

La leader di Fratelli d'Italia ha criticato duramente il governo non solo per l'approvazione della sanzioni alla Russia ma anche per la manovra economica

Meloni contro il governo: "Vota sanzioni alla Russia alla faccia delle aziende italiane"

Giorgia Meloni torna alla carica contro il governo: questa volta sul fronte della sanzioni alla Russia. La leader di Fratelli d'Italia ha dichiarato: "'Via le sanzioni alla Russia!'. Belli gli slogan, le promesse, i proclami. Poi ci sono i fatti, e questi ci dicono che questo governo ieri ha votato supinamente il rinnovo delle sanzioni, alla faccia delle aziende italiane che aspettavano con ansia la liberazione da una zavorra che sulla bilancia commerciale pesa più di 3 miliardi l'anno".

Proprio riguardo alle sanzioni nei confronti di Mosca, Giuseppe Conte, al termine del Consiglio Europeo, ha affermato che con Mosca "c'è un ritorno di tensione: invitiamo la Russia a rilasciare i marinai che sono trattenuti. In questa fase non possiamo non rinnovare le sanzioni, ma ancora una volta ho ribadito la premura del governo italiano che queste sanzioni non siano fini a se stesse".

La critica della Meloni al governo riguarda anche la manovra economica. In risposta alle parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, la presidente di FdI ha detto: "Capisco le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma dire che si stia tenendo duro quando al primo 'buh' della Commissione europea si è rinunciato a 0,4 punti di sforamento del deficit e un pò forte".

Al convegno "Sovranismo vs Populismo", Meloni ha continuato: "Mi pare che il governo stia facendo retromarcia e non si poteva fare altrimenti perché il tema nobilissimo di uno scontro o di una alzata di tesa del'Italia rispetto alla commissione Ue su cui il governo ha sempre avuto il sostegno di Fdi meritava una manovra diversa. Meritava una manovra autenticamente sovranista che investisse su uno shock fiscale che spendesse soldi sugli investimenti che credesse su una crescita felice dell'Italia. Invece una manovra che decide di bruciare decide di miliardi di euro per accaparrarsi consenso elettorale alle Europee purtroppo è difficile da difendere anche in Europa".

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