Il duro no della Meloni: "Autorevolezza di Draghi non nasconde incapacità di alcuni"

L'intervento di Giorgia Meloni alla Camera: "Ci sedemmo dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati. Presidente Draghi, noi la incalzeremo"

In un lungo discorso alla Camera dei Deputati Giorgia Meloni conferma il "No" del suo partito al governo Draghi. Nel corso del suo intervento la leader di Fratelli d'Italia attacca alcune scelte portate avanti dal presidente della Bce, come la conferma di alcuni ministri del precedente esecutivo, e riafferma la natura patriottica del suo gruppo, che sceglie di restare all'opposione, per vegliare senza pregiudizi sull'operato della nuova maggioranza e dare ascolto a quelle flebili voci rimaste inascoltate.

"Ci sedemmo dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati", esordisce fra gli applausi la presidente di FdI, citando Bertolt Brecht. "Potrei giustificare così, presidente Draghi, la scelta di Fratelli d'Italia, unico partito in questo Parlamento commissariato che oggi voterà contro la fiducia al suo governo. Ma la verità è che non avevamo scelta. Per un fatto di coerenza, per un fatto di serietà. Esattamente come nessuno si fiderà più di qualcuno che sottoscrive un contratto e poi non lo rispetta, io penso che allo stesso modo i cittadini debbano diffidare di partiti che non mantengono la parola data".

La scelta di FdI

La Meloni spiega che la scelta di FdI di restare all'opposizione è stata motivata anche da una questione politica. Se anche il suo partito fosse entrato nella maggioranza, in Italia ci sarabbe stata una duplice anomali. Sarebbe stato l'unico Paese europeo "ad avere alla guida del proprio governo una persona che non è stata direttamente nè indirettamente legittimata da un voto popolare, e unica democrazia al mondo senza un'opposizione parlamentare, cosa che avrebbe avvicinato sinistramente l'Italia più alla Corea del Nord che all'occidente".

Una scelta difficile ma ponderata, aggiunge la leader di Fratelli d'Italia, che afferma di battersi affinché il Paese non si trasformi in una democrazia di serie B, con "partiti che hanno sempre meno consenso ma sempre più poltrone". Quindi la condanna di quei personaggi, definiti Soloni, che prima acclamavano Giuseppe Conte e che poi sono corsi ad osannare Mario Draghi. Giorgia Meloni non risparmia neppure la sinistra, rea di utilizzare "il rischio del Covid per scampare a ben altro rischio: cioè la possibilità che un centrodestra vincente alle urne possa eleggere un presidente della Repubblica indisponibile a tenere il Pd al governo anche se continuamente le elezioni".

Fratelli d'Italia augura al presidente Draghi di fare davvero del bene al Paese, tuttavia, spiega la Meloni "neanche la sua autorevolezza riesce a nascondere il fatto che diversi di quegli incapaci sono ancora lì, al suo fianco". Non va giù, dunque, la scelta e la riconferma di certi ministri ed il fatto che il governo sia ancora, di fatto, in mano a Pd, Movimento CinqueStelle e Italia Viva ("esattamente gli stessi che ci hanno condotto alla condizione nella quale ci troviamo"). "Difficile spiegare che l'Italia si possa risollevare con gli stessi che l'hanno affossata", punge Giorgia Meloni. "Anche perché dalla composizione del governo, presidente Draghi, si direbbe che lei li tiene anche in significativa considerazione. Non so si è reso conto di quanti italiani sono rimasti basiti quando è stata letta la lista dei ministri. Un governo in grandissima continuità con l'esecutivo precedente, che aumenta a dismisura il peso del Partito Democratico, ed in molti speravano che le cose andassero diversamente".

La critica a Di Maio, Lamorgese e Speranza

I nomi fatti dalla Meloni sono gli stessi che si sono sentiti ripetere in questi ultimi giorni: Di Maio, Speranza, Lamorgese."Mi dica se in cuor suo lei ritiene davvero che Luigi Di Maio sia il miglior ministro degli Esteri possibile per questa Nazione", domanda in tono polemico la presidente di FdI. "Mi dica se lei pensa davvero che Roberto Speranza andasse confermato, mentre i suoi esperti ci dicono che serve un altro lockdown, cosa che significa dichiarare che tutti i sacrifici che abbiamo fatto nell'ultimo anno sono stati praticamente vani", incalza ancora. "E la conferma del ministro Lamorgese? Che invece di fermare l'immigrazione irregolare, ferma i decreti sicurezza. Significa che lei condivide quella scelta". Nel discorso cade anche il nome di Domenico Arcuri: "Perché è ancora lì? Con gli scandali ed i milioni che ha fatto buttare all'Italia, con mascherine comprate a più di un euro. E la regione Marche, guidata da un esponente di FdI, compra quelle stesse mascherine nello stesso momento a 30 centesimi".

Un pensiero, dunque, viene dedicato agli alleati del centrodestra, Lega e Forza Italia. Ora membri della maggioranza, ma con numeri inferiori rispetto agli altri partiti. La leader di FdI promette loro solidarietà, prima di fare una promessa: "Quando questa parentesi sarà terminata, ci troveranno qui, sempre dalla stessa parte. E allora, se gli italiani lo vorranno, daremo alla Nazione sì un governo autorevole, ma anche libero dai compromessi, coeso, con una visione chiara ed un forte mandato popolare".

Le domande al premier

Nel corso del suo intervento Giorgia Meloni incalza Draghi varie volte, chiedendogli come intende aumentare la crescita economica del Paese scegliendo un ministro del Lavoro esponente della sinistra più sindacalizzata e come creda di dare spazio a donne e giovani avallando un governo con scarsa presenza femminile e l'età media più alta dell'ultimo decennio. La leader di FdI non manca neppure di ricordare la questione Montagna. A che serve istituire un ministero del Turismo ad hoc, se poi si condivide la scelta del ministro Speranza di tenere chiusi gli impianti? Quanto al Mediterraneo, la Meloni si domanda:"Come si concilia l'auspicio che l'Italia torni ad essere protagonista nel Mediterraneo con la volontà di dialogare con la Turchia del sultano Erdogan, che porta avanti una politica imperialista, anche contro di noi". Per quanto riguarda la "spesa buona" menzionata dal premier, la presidente di Fratelli d'Italia chiede cosa sarà fatto del reddito di cittadinanza: "Significa che diremo basta alla vergogna del reddito di cittadinanza dato agli spacciatori ed useremo quelle risorse per aiutare chi davvero ne ha bisogno, creando lavoro? Perché se lo farà, presidente Draghi, ci troverà al suo fianco, e non dovrà neanche darci una poltrona. Ma in compenso potrebbe trovarsi contro molti di quelli a cui una poltrona l'ha data già". Poi la stilettata: "Oggi sono tutti con lei, ma quando scatterà il semestre bianco e scopriranno che non possono andare a casa, vedrà quanti temerari dissidenti usciranno fuori".

La posizione sull'Unione Europea

Nel suo discorso la Meloni parla anche di Unione Europea, chiarendo la posizione del suo partito: "Ha detto che il suo governo sarà europeista, mi consenta di dire che sarebbe stato più corretto definirlo un governo federalista europeo, che è un'altra cosa. Si può credere nell'idea di Europa anche contestando l'attuale costruzione europea, che ha fatto dell'Unione un nano politico ed un gigante burocratico e finanziario. La nostra Europa non è l'Europa federale, con le sue continue cessioni di sovranità. La nostra idea di Europa è confederale, che significa mantere la sovranità degli Stati nazionali e cooperare su alcune grandi materie. Quella visione ha pieno diritto di cittadinanza nel dibattito europeo, e non consentiremo che l'ortodossia globalista ci dica che chi la porta avanti è un eretico".

Avviandosi verso la conclusione, Meloni ribadisce il suo "No"."Nei momenti drammatici il senso di responsabilità si può manifestare in modi diversi. Noi abbiamo scelto di rappresentare anche lo voci più flebili, quelle dimenticate, che non riescono a farsi sentire in mezzo all'applauso scrosciante della maggioranza", dichiara. "La incalzeremo, la incalzeremo ad utilizzare il golden power ogni volta che avremo delle aziende o pezzi del nostro sistema che rischiano di finire fagocitati da aziende straniere. Non avrà il nostro voto di fiducia, ma avrà il nostro stimolo ed il nostro supporto per ogni decisione che reputeremo giusta".

"Noi siamo prima di tutto dei patrioti", termina la leader di FdI."In un certo discorso disse che avrebbe salvato l'eurozona 'Whatever it takes', e aggiunse 'Credetemi, sarà abbastanza'. Oggi noi ci aspettiamo da lei che dica con la stessa determinazione che farà tutto ciò che serve per difendere l'Italia. Noi la giudicheremo su questo. Senza pregiudizi e senza sconti. Perché anche noi faremo tutto ciò che serve per salvare questa Nazione e la sua democrazia, e non so dirle se sarà abbastanza ma sarà certamente tutto quello che potevamo fare".

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 19/02/2021 - 10:21

La signora Giorgia Meloni è un esempio di come dovrebbe essere gestita la politica, per il Popolo. Non a caso aumenta la presenza delle donne in politica e l’elenco si allunga, giorno per giorno. Però diminuisce il numero degli Italiani nel bel paese, uomini e donne, dato che il loro principale impegno sta nel lavoro e cresce il numero delle coppie che non fanno figli. Purtroppo comincio a credere che forse era meglio quando le donne stavano a casa. Comunque sia Giorgia ci ha dato un suo bambino.