Guerra in Ucraina

Il mercato batte Putin e la politica

Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma, quello che dobbiamo attenderci nei prossimi mesi è un netto calo del prezzo del gas, che alla fine assicurerà un risparmio annuo di circa 600 euro a famiglia

Il mercato batte Putin e la politica

Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma, quello che dobbiamo attenderci nei prossimi mesi è un netto calo del prezzo del gas, che alla fine assicurerà un risparmio annuo di circa 600 euro a famiglia. All'origine di questa buona notizia ci sono vari elementi, ma è comunque chiaro che Vladimir Putin, il quale aveva pensato di strangolare l'economia europea grazie del metano, non sembra essere riuscito a ottenere quanto voleva.

È possibile che questo calo del prezzo del gas si debba anche a un inverno particolarmente mite, che ne ha ridimensionato il consumo. Più in generale, però, bisogna considerare che l'aumento dei prezzi che ha avuto luogo nei mesi scorsi ha innescato una serie di azioni e reazioni. Ad esempio, dopo che negli Stati Uniti un'esplosione del giugno 2022 aveva messo fuori gioco il Freeport LNG, un impianto che utilizza motori elettrici per comprimere e raffreddare il gas naturale, la ripartenza dell'impianto sta producendo i benefici che ci si attendeva.

Questo però è soltanto uno dei tanti aggiustamenti che hanno avuto luogo in questi mesi, durante i quali molte famiglie e imprese hanno cercato di consumare meno, mentre massicci investimenti si sono diretti a potenziare il sistema energetico, che in questi mesi ha offerto rilevanti opportunità agli investitori.

Può allora sembrare un paradosso, ma è esattamente perché le bollette sono aumentate che ora iniziano a calare. Non bisogna mai dimenticare che i prezzi funzionano come segnali e ci aiutano a muoverci in maniera responsabile. Quando una risorsa si fa scarsa e quindi preziosa, ne facciamo un uso più attento: esattamente com'è avvenuto con l'energia in questi mesi.

Molti governanti occidentali si sono illusi che le loro scelte politiche potessero sostituirsi alle dinamiche di mercato, mentre Putin da parte sua ha coltivato l'illusione di continuare a esercitare un potere rilevante e a largo raggio in virtù del controllo delle risorse naturali.

I primi hanno pensato che i prezzi potessero essere fissati dall'alto, mentre a Mosca non si è compreso come in un'economia che lascia spazio alla libera iniziativa ogni problema tende a generare una qualche soluzione.

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