Leggi il settimanale

Mercosur, agricoltori in piazza. Coldiretti guida la protesta: "Stop all'import senza regole"

Mille produttori davanti all'Europarlamento. Prandini: "Senza controlli è patto suicida"

Mercosur, agricoltori in piazza. Coldiretti guida la protesta: "Stop all'import senza regole"
00:00 00:00

La protesta degli agricoltori europei ieri è tornata a infiammare Strasburgo alla vigilia di un passaggio cruciale per il futuro dell'accordo di libero scambio tra Unione europea e Paesi del Mercosur. In prima linea c'è Coldiretti, che ha guidato oltre mille agricoltori italiani in corteo fino al Parlamento europeo insieme agli omologhi francesi della Fnsea, per chiedere lo stop a un'intesa ritenuta sbilanciata e dannosa per l'agricoltura continentale.

Il messaggio lanciato nel cuore delle istituzioni Ue è netto: "Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori". Per Coldiretti le stesse regole produttive, sanitarie e ambientali imposte alle imprese agricole europee devono valere anche per chi esporta nel mercato comunitario, "da qualunque Paese voglia vendere da noi". Da qui la richiesta di rafforzare i controlli, oggi giudicati del tutto insufficienti, visto che "solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere".

A guidare la delegazione erano il presidente Ettore Prandini (in foto) e il segretario generale Vincenzo Gesmundo, che hanno attaccato frontalmente la Commissione europea. Secondo Coldiretti, "la deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula von der Leyen sta uccidendo l'agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente". La Commissione, accusano, "ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo", mentre oggi l'agricoltura viene trattata come "un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale".

Nel mirino anche il carico burocratico imposto alle aziende, con "cento giorni di lavoro sottratti ogni anno per obblighi inutili", mentre senza reciprocità il commercio internazionale "diventa un'arma contro l'Europa". Il Mercosur è indicato come "l'emblema delle follie della Commissione", un accordo che consentirebbe l'ingresso di prodotti privi di adeguate garanzie sanitarie e ambientali. Per questo Coldiretti chiede trasparenza totale, a partire dall'origine obbligatoria in etichetta e dall'abolizione "dell'inganno del codice doganale dell'ultima trasformazione".

Durante la manifestazione Prandini ha ribadito che "la nostra protesta ha l'obiettivo di chiedere più trasparenza nell'interesse delle imprese agricole e dei cittadini consumatori", sottolineando che "i cibi importati devono rispettare le stesse regole produttive richieste alle nostre imprese". Una battaglia che, ha avvertito, "continuerà finché non otterremo chiarezza e trasparenza dalla Commissione Ue".

Alla mobilitazione ha partecipato anche Cia-Agricoltori Italiani, con il presidente Cristiano Fini che ha ribadito come "senza reciprocità piena e controlli serrati non c'è accordo che tenga". Di segno opposto, invece, la posizione di Confindustria Varese, che auspica il via libera immediato all'intesa.

Secondo il presidente Luigi Galdabini, "un voto contro il Mercosur sarebbe un voto contro l'industria", mettendo a rischio crescita, occupazione ed export in territori fortemente manifatturieri come il Varesotto.

Uno scontro che fotografa due visioni opposte dell'Europa, mentre oggi l'Europarlamento deciderà se congelare o meno l'accordo rinviandolo al vaglio della Corte di Giustizia.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica