Metro, "rischio contagio alto". Vagoni pieni soltanto a metà

La fase 2 dei trasporti: senza mascherine non si sale, fasce orarie differenziate. De Micheli punta sulle bici

Metro, "rischio contagio alto". Vagoni pieni soltanto a metà

Sono circa 700mila i lavoratori mobilitati dalla ripresa di manifatturiero, costruzioni e commercio. Tutti potenziali utenti di mezzi pubblici. Lo scrive l'Inail in un Documento tecnico (il numero potrebbe ridursi del 20% in caso di misure a tutela dei lavoratori più vulnerabili), in cui sottolinea che l'intero sistema del trasporto pubblico collettivo «deve essere considerato un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta» soprattutto nelle città. L'allarme riguarda folle rinchiuse in spazi limitati con scarsa ventilazione, per la mancanza attuale di controlli sull'eventuale ingresso di persone infettate dal Coronavirus e per l'elevata possibilità di toccare superfici contaminate.

Dopo il confronto di ieri con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, giudicato «positivo», i sindacati di settore hanno definito «indispensabile aumentare l'offerta di mezzi pubblici, utilizzando tutti quelli disponibili e intervenire su una nuova organizzazione delle attività produttive, commerciali, scolastiche e degli uffici pubblici, che consenta una rimodulazione dei tempi delle città, limitando al massimo le cosiddette ore di punta». Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti riferiscono che «l'obiettivo comune è stato quello di far ripartire il sistema di trasporto pubblico collettivo nella condizione di massima sicurezza, anche per evitare un ricorso eccessivo ai mezzi privati, sia per gli effetti ambientali nelle grandi aree urbane sia per non mettere ulteriormente in crisi il settore già duramente colpito dalla fase di chiusura degli scorsi mesi».

Il ministro Paola De Micheli ha spiegato in tv, alla Vita in diretta, le misure previste per i passeggeri dei mezzi pubblici e per la mobilità in generale. «Incentiveremo anche la mobilità alternativa - ha detto -, dalle biciclette classiche a quelle elettriche fino ai monopattini, stiamo studiando una misura ad hoc per consentire a tutti di lavorare». Si punterà in particolare sugli «orari di lavoro differenziati, soprattutto d'ingresso» per evitare gli assembramenti durante le ore di punta. Gli studi dei flussi dicono che «il massimo della frequentazione soprattutto del trasporto pubblico locale è tra le 7.10 e le 7.40 della mattina». Ancora: «Nessun sistema dei trasporti né italiano né europeo è nelle condizioni di reggere con il metro di distanziamento la stessa mole di lavoratori che c'era prima del Covid». Con le nuove regole «non sarà sufficiente un seggiolino» di distanza, questo porterà la nuova capienza a «circa il 50 per cento rispetto a prima, ma in alcuni casi anche meno». Il governo pensa inoltre a distributori di mascherine nelle stazioni e accanto alle biglietterie.

Perché naturalmente l'uso della mascherina, ha aggiunto De Micheli, sarà obbligatorio per salire su bus e metropolitane. Senza protezione, «anche una sciarpa», si resterà a terra. Annunciati incentivi pure per le aziende: «Per i passeggeri dei trasporti pubblici abbiamo previsto, e lo incentiveremo anche con apposite norme, che le aziende consentano ai lavoratori di andare a lavorare in orari differenziati», proprio perché il sistema dei trasporti rischia di collassare. «Stiamo chiedendo - ha concluso il ministro dei Trasporti - un grosso sforzo organizzativo e finanziario, che il governo riconoscerà alle imprese di trasporto pubblico locale, ferroviario, marittimo e alle compagnie aeree».

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