«Mi rivedo a sedici anni quando correvo in go-kart»

Claudia Gualdana

Alex Zanardi è un mito dello sport. Lo è anche di più dopo l'incidente di Lausitz, quando subisce l'amputazione delle gambe. Perché Alex si rialza e vince ancora. A cinquant'anni detiene un record di medaglie a Rio ed è un messaggero di speranza.

Pilota, scrittore, conduttore televisivo, campione di handbike e punto di riferimento per milioni di persone. Un ricordo da portare con lei per sempre?

«A Hong Kong, avevo sedici anni, rivedo le braccia di mio papà spalancate per abbracciarmi dopo la vittoria; è un ricordo molto dolce, perché quella gara di go-kart, vinta dopo aver superato molte difficoltà, è emblematica dell'educazione che mi hanno trasmesso i miei genitori».

Nei suoi libri ha descritto forze e debolezze delle varie età, e quanto sia importante la completezza nel prepararsi bene, avendo cura di ogni dettaglio. Qual è la sua routine di allenamento?

«È cambiata molto. A cinquant'anni devo completare la preparazione avendo cura di dettagli che a vent'anni tendi a non considerare. Anche l'inverno è un momento di studio e di esecuzione dei progetti che mi portano a tagliare un traguardo lungo l'estate. La gara non la vinci mai solo la domenica pomeriggio».

Ha detto di aver partecipato a Rio dopo aver constatato che era tecnicamente possibile ottenere dei risultati. Secondo lei quali elementi hanno maggior peso nella longevità degli atleti?

«Tante cose sono determinanti. Forse in cima alla lista c'è la fortuna, ma contano anche l'allenamento, la preparazione tecnica della mia handbike, gli accessori che ho scelto e il lavoro, importantissimo, che ho fatto con Human Tecar e che mi ha consentito di sopportare carichi di lavoro più indicati a un atleta di venticinque anni»

Obiettivo3 sta coinvolgendo atleti disabili per avviarli allo sport, quali mete volete raggiungere?

«Obiettivo3 ha una vocazione e un'ambizione: la vocazione è di essere uno strumento affinché persone disabili possano coronare il sogno di trasformarsi in atleti. L'ambizione è che tre di questi atleti, magari grazie anche al nostro aiuto, raggiungano la qualifica per i giochi di Tokyo 2020».