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"Mi sbatté in cella sette mesi nonostante fossi innocente. Ha pagato per il suo errore? Macché, è stato promosso"

L'ex sindaco Pd di Pizzo Calabro Gianluca Callipo: "La sinistra non ha più i vecchi valori"

"Mi sbatté in cella sette mesi nonostante fossi innocente. Ha pagato per il suo errore? Macché, è stato promosso"

Gianluca Callipo oggi ha 38 anni. Ne aveva 32 quando lo arrestarono. Era un esponente di primo piano del Pd. L'enfant prodige della sinistra calabrese. Era sindaco di Pizzo Calabro e presidente dell'Anci regionale. È stato sette mesi in carcere. Oggi è libero e in attesa di risarcimento.

Dottor Callipo, secondo lei è importante questo appuntamento referendario?

"È un'occasione importantissima".

Conosce bene il merito della riforma?

"Sì, la mia vicenda mi ha fatto comprendere molto bene tanti meccanismi che non funzionano nella magistratura. Serve assolutamente la separazione delle carriere, serve il sorteggio, serve l'Alta Corte che giudichi i magistrati. Io voto Sì".

Però ha ottenuto giustizia

"Sì, alla fine. Ma sono stato vittima di un errore giudiziario che se ci fosse stato un controllo serio degli indizi da parte del Gip e del tribunale del riesame si poteva risolvere molto prima. Oggi invece, spessissimo, il Gip fa quello che dice il Pm. Separare il Gip dal Pm è un passo decisivo per migliorare la giustizia".

Mi racconti del suo arresto

"Sono stato arrestato la notte del 19 dicembre del 2019, alle tre e mezza prima dell'alba. Svegliato dal citofono, si sono presentati sette o otto carabinieri che mi hanno comunicato che c'era una disposizione di custodia cautelare. Io non capii nemmeno di cosa si trattasse. Allora furono più chiari: Dobbiamo portarla in carcere".

Lei era il sindaco di Pizzo?

"Sì, al secondo mandato. Eletto con un consenso altissimo. Ero un esponente del Pd. Qualche anno prima avevo sfidato alle primarie per diventare governatore della Calabria Mario Oliverio, mostro sacro del partito calabrese. Mi sconfisse, ma ottenni il 45% dei voti. Ero molto conosciuto e avevo davanti a me la prospettiva di una carriera politica importante".

Chi era il procuratore che guidò il blitz?

"Gratteri".

Chiese spiegazioni ai carabinieri sull'arresto?

"Sì. Mi consegnarono degli scatoloni con 30 mila pagine di motivazione dell'arresto mio e di altre 300 persone. Mi dissero: le motivazioni le trovi lì".

Si impaurì?

"No. Ero sicuro si trattasse di un errore. E che sarei tornato a casa entro poche ore. Si svegliò la bambina di un anno. Tranquillizzai mia moglie. L'altro bambino continuò a dormire".

Ma il Gip non vide l'errore?

"No, dovetti attendere la corte di Cassazione che con sentenza del 17 luglio 2020 mi rimandò a casa. Dopo 7 mesi trascorsi in alta sicurezza".

Dove?

"Carcere di Cosenza. Arrivammo lì alle otto di mattina. Ci misero in una zona di attesa. Eravamo quasi 300. 12 ore, in piedi. Ci diedero 2 panini e un po' d'acqua. Poi ebbi la cella e scoprì che in carcere c'era una comunità capace di straordinaria accoglienza".

Sette mesi, poi?

"La Cassazione disse che non c'erano indizi".

Di cosa era accusato?

"Concorso esterno, dissero che avevo agevolato la ndrangheta e mi affibbiarono due reati di abuso d'ufficio aggravati dalle finalità mafiose".

Cosa disse la Cassazione?

"Disse: se il quadro accusatorio è questo non ci sono elementi né di prova né gravità indiziaria. Quindi l'ordinanza di arresto è annullata".

Annullata?

"Sì, dopo sette mesi in cella".

Tutto è finito a quel punto?

"No, la procura chiese il rinvio a giudizio, lo ottenne e chiese per me 18 anni di prigione. Diciotto!".

Poi?

"Assoluzione. Ma la Procura fece ricorso in appello".

E l'appello si fa?

"No. Dopo che Gratteri se ne va dalla Calabria la Procura rinuncia".

I magistrati che hanno sbagliato hanno pagato?

"No, sono stati promossi. Al procuratore è stata assegnata la procura importantissima di Napoli".

Perché la misero in mezzo?

"Perché quella inchiesta che si chiamava Rinascita-Scott aveva bisogno di qualche nome famoso in Calabria".

L'addolora che il Pd inviti a votare No?

"Il Pd non ha più i valori che ricordavo io. Corre appresso ai magistrati e ai grillini".

Quando sente dire: "Votiamo contro la Meloni", cosa pensa?

"Populismo. È solo populismo. Scegliere di affossare una buona riforma solo per far danno alla Meloni non è degno di una classe dirigente".

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