Spese pazze, indagato Mifsud. Cosa faceva davvero coi soldi?

La procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati l'ex presidente del consorzio universitario, Joseph Mifsud, il docente maltese al centro dello Spygate: ipotesi di peculato

Spese pazze, indagato Mifsud. Cosa faceva davvero coi soldi?

Joseph Mifsud, il docente maltese al centro del Russiagate e della successiva inchiesta del Procuratore americano John Durham sulla presunta cospirazione ai danni della Campagna del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento per le spese pazze sostenute quando era a capo, dal 2009 al 2012, del Consorzio Universitario della città siciliana. Come riporta l'Agi, Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e il pm Chiara Bisso, dopo aver aperto un fascicolo contro ignoti per le accuse di abuso di ufficio e truffa, hanno formalmente iscritto Mifsud nel registro degli indagati anche per l'ipotesi di peculato. L'ufficio inquirente agrigentino ha attivato le procedure per la notifica, molto complesse dato che il docente maltese al centro di una spy story internazionale è ufficialmente scomparso dal 31 ottobre 2017.

La Procura di Agrigento ha cominciato a indagare sulle spese pazze di Joseph Mifsud a seguito di un esposto presentato alla Guardia di Finanza da Giovanni Di Maida, presidente del Cda del Consorzio universitario di Agrigento. Secondo Giovanni Di Maida, interpellato dall'Adnkronos, Mifsud "ha lasciato un buco enorme nelle casse del Consorzio e ha creato danni anche all'organizzazione didattica". Di Maida parla di un "deficit finanziario da 1,5 milioni di euro", mentre le spese pazze contestate supererebbero i "100 mila euro, forse 200 mila euro". "Andando a controllare le carte sulle spese affrontate da Mifsud mentre era ad Agrigento - spiega il Presidente del Cda Di Maida - ci siamo accorti che erano state sostenute spese assurde. A partire dalla bollette telefoniche". Bollette Wind, risalenti al periodo 2010-2011, che riportano cifre da capogiro. Come svela l'Adnkronos, nell'ottobre 2010 la bolletta ammonta a 3.143 euro, nel marzo 2011 raggiunge quota 4.204 euro, nel novembre dello stessi anno è di 3.111 euro. "Tutte telefonate fatte a paesi esteri che non hanno nulla a che vedere con l'università - sotiene Di Maida - Ma soprattutto in Russia, con cui questo ateneo non ha alcun legame. Così come le telefonate fatte in Libia, in Siria o in Libano".

La Procura indaga inoltre sui cinque smartphone acquistati - con i soldi del Consorzio - e poi subito fatti sparire, oltre ai viaggi in Russia, Libano, Siria, oltre a Malta, Usa, Gran Bretagna, durante i quali il docente maltese si faceva sempre accompagnare da delle belle donne. È il 18 aprile 2009 quando, presso la sede della provincia regionale di Agrigento, l’allora presidente Eugenio D’Orsi presenta alla stampa Joseph Mifsud come nuovo presidente del Consorzio universitario della città siciliana, di cui la stessa provincia era all’epoca principale azionista. Una storia, quella che vede la presenza di Mifsud in Sicilia, lunga quasi tutto il tempo dell’incarico come presidente della provincia di Eugenio D’Orsi, che ad Agrigento era all’epoca referente politico di Roberto Di Mauro, a sua volta braccio destro dell’ex governatore Raffaele Lombardo.

Come appurato da InsideOver, nel settembre 2011, il misterioso professore, allora presidente del polo universitario, presenta alla stampa un progetto importante, finanziato dall’Unione europea per circa un milione di euro: si tratta del ArcheoMed: Cultural and Archeological Heritage in the Mediterranean Basin. Un progetto di "alto profilo istituzionale", si legge, al quale hanno aderito diverse istituzioni dei Paesi che insistono sul Mediterraneo.

Se Mifsud fosse davvero una spia russa, come ha dichiarato l’ex direttore dell’Fbi James Comey e come ha fatto intendere il Procuratore speciale Robert Mueller, un agente al servizio del Cremlino avrebbe preso parte a un progetto finanziato dall’Unione europea.

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