Anche la Regione Siciliana cerca Joseph Mifsud

Secondo la corte dei Conti di Palermo, Joseph Mifsud è responsabile di danno erariale nei confronti della Regione Siciliana per fatti risalenti all'epoca del suo incarico di presidente del Consorzio Universitario di Agrigento

Joseph Mifsud nel giorno della presentazione all'Università di Agrigento

A livello internazionale è oramai noto per i rapporti con George Papadopoulos, il consigliere di Donald Trump invischiato nel cosiddetto Russiagate, le indagini cioè su presunte intrusioni del Cremlino nelle elezioni americane del 2016.

Ma la storia di questo professore maltese, dai tanti impegni e dalle tante ore passate in aereo tra un appuntamento e l’altro ogni settimana, passa per una piazza del centro di Agrigento in cui dieci anni fa viene presentato come il “Maradona dell’Università”.

Il riferimento è a Joseph Mifsud, nome legato a tutta la storia che ruota attorno alla campagna elettorale per le presidenziali Usa del 2016. Sarebbe stato lui ad informare Papadopoulos dell’esistenza di centinaia di mail in mano ai russi che avrebbero potuto mettere in imbarazzo Hillary Clinton, avversaria di Trump. Il resto è storia su cui ancora si cerca di far chiarezza, partendo in primo luogo dal mistero su dove si trovi adesso lo stesso Mifsud. L’accademico maltese è irreperibile dalla primavera del 2018, più di un anno.

Prima però dei suoi rapporti con Papadopoulos e prima di sparire completamente dalla circolazione, come detto Mifsud fa bella mostra delle sue doti di professore ad Agrigento: è il 18 aprile 2009 quando, presso la sede della provincia regionale di Agrigento, l’allora presidente Eugenio D’Orsi presenta alla stampa Joseph Mifsud come nuovo presidente del Consorzio Universitario della città siciliana, di cui la stessa provincia era all’epoca principale azionista.

Per l’accademico maltese non è il primo incarico in Italia: già da qualche anno Mifsud collabora infatti con la Link Campus, fondata dall’ex ministro Vincenzo Scotti. Anni dopo sarà proprio quest’ultimo a far conoscere Mifusd a Papadopoulos, avviando quella storia sul Russiagate su cui in questi giorni si stanno riversando fiumi di inchiostro sui quotidiani di tutto il mondo.

Nella conferenza stampa di presentazione, Mifsud parla di una “sfida” personale ad Agrigento, per portare in questo angolo di Sicilia maggiore “internazionalizzazione”, parola chiave dei suoi anni trascorsi all’ombra dei templi. E l’allora presidente D’Orsi, dal canto suo, parla di un “Maradona dell’Università” portato ad Agrigento per far crescere quel polo universitario.

Ed in effetti, nei primi mesi, quel misterioso maltese giunto per chissà quale motivo nella provincia agrigentina nella sede del consorzio organizza diversi convegni e seminari sull’importanza di crescere internazionalmente. Nel febbraio 2010, è proprio Mifsud a rivendicare l’arrivo ad Agrigento per un convegno sul Mediterraneo del giornalista Abdel Bari Atwan, colui che nel 1996 ha intervistato Osama Bin Laden.

Una storia, quella che vede la presenza di Mifsud in Sicilia, lunga quasi tutto il tempo dell’incarico come presidente della provincia di Eugenio D’Orsi, che ad Agrigento era all’epoca referente politico di Roberto Di Mauro, a sua volta braccio destro dell’ex governatore Raffaele Lombardo. Sarebbe stato proprio Di Mauro, secondo voci di corridoio allora circolanti all’interno del palazzo della provincia, a mettere in contatto Mifsud con D’Orsi. Ma su questo non esistono ufficialità.

Certo è invece che l’accademico maltese, per quel suo incarico al consorzio oggi deve rispondere alla Regione Siciliana: non solo da Washington, Mifsud è ricercato anche da Palermo. Deve dare all’erario circa 49mila Euro.

Questo perché, da presidente del consorzio universitario di Agrigento, il professore maltese ha affidato, come si legge in un articolo di Alan Scifo su IlFattoQuotidiano, l’incarico di segretario generale ad un tale Giuseppe Vella il quale però, secondo i magistrati contabili, non avrebbe avuto i requisiti per quel posto. Non solo, Mifsud ha stabilito un compenso “non ancorato ad alcun parametro di riferimento e notevolmente superiore a quanto corrisposto al suo predecessore”, si legge nella sentenza della Corte dei Conti siciliana che condanna il professore maltese.

Di certo, Mifsud per adesso ha ben altre grane da risolvere e se si rende irrintracciabile non è certo per i soldi che deve restituire alla Regione

Siciliana. Ma anche questo episodio è emblematico della figura di un accademico capace, di punto in bianco, di apparire contemporaneamente nelle colonne della cronaca locale e nei tg di apertura dei principali network americani.

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