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Migrante ucciso, indagato il barista: già ferito, lo ha cacciato

Dopo l'accoltellamento, Sako si era rifugiato nel bar ma è stato allontanato dal titolare

Migrante ucciso, indagato il barista: già ferito, lo ha cacciato
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È indagato per favoreggiamento il proprietario del bar di piazza Fontana a Taranto nel quale all'alba del 9 maggio scorso Bakari Sako, migrante 35enne del Mali, si è rifugiato dopo essere stato picchiato brutalmente a calci e pugni da una banda di ragazzini, uno dei quali lo avrebbe accoltellato mortalmente per tre volte all'addome e al fianco. Agli agenti Romolo Magnati avrebbe infatti rilasciato dichiarazioni contraddette dalle frasi pronunciate nel corso di un'intercettazione.

Stando alla prima ricostruzione, la vittima è entrato nel bar già ferito e il titolare l'avrebbe invitato a uscire senza avvisare le forze dell'ordine. Una volta che Bakari Sako si è accasciato esanime e in una pozza di sangue sarebbero state altre persone presenti e anche alcuni degli aggressori a portarlo fuori dal locale.

Intanto il pm Paola Francesca Ranieri ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile sul materiale informatico e audiovisivo ritenuto rilevante per le indagini. L'attività, fissata per il prossimo 19 maggio, sarà affidata al consulente nominato dalla procura, Silverio Greco, e riguarderà l'estrazione dei file video contenuti nel Dvr del Bar Fontana, sequestrato dagli investigatori, oltre all'estrapolazione - cioè l'estrazione dei dati - della copia forense dei telefoni cellulari sequestrati alla vittima e ai due maggiorenni indagati, Fabio Sale e Cosimo Colucci. I due rispondono di omicidio volontario in concorso con quattro minori, di età compresa tra i 15 e i 16 anni, già sottoposti a fermo nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla procura ordinaria e da quella minorile.

Proprio nei confronti del 22enne Cosimo Mimmo Colucci il gip Gabriele Antonaci non ha convalidato il fermo per assenza del pericolo di fuga, ma ha disposto contestualmente la custodia cautelare in carcere ritenendo sussistente un "gravissimo quadro indiziario" e un concreto rischio di reiterazione del reato. Secondo il giudice, Colucci - fidanzato della sorella di uno dei minori coinvolti - non sarebbe stato un semplice spettatore dell'aggressione. Dai filmati si vede il 22enne che avrebbe sferranto "un forte pugno" a Sako subito dopo le coltellate inferte dal 15enne ritenuto autore materiale del delitto. Il gip definisce "clamorosamente confutata" la versione fornita dall'indagato, che nelle dichiarazioni spontanee aveva sostenuto di aver cercato di allontanare la vittima per sottrarla all'aggressione.

Le immagini, invece, secondo il giudice mostrerebbero Colucci "in posizione compatibile con quella di un soggetto che ha appena scagliato un pugno".

L'atto è stato appunto notificato anche al barista Magnati: la contestazione sarebbe infatti collegata alla gestione del sistema di videosorveglianza del locale, acquisito dagli investigatori.

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