Il capo dell'Unar fa la predica: "Chi rifiuta i migranti è moralmente inferiore"

Il coordinatore dell'Unar, che è un ente dipendente dal governo, boccia la "linea dura" di Salvini su migranti e immigrazione

Il capo dell'Unar fa la predica: "Chi rifiuta i migranti è moralmente inferiore"

Chi sostiene la bontà dell'accoglienza dei migranti non condivide la visione di un'Europa chiusa, quella non disponibile ad assistere in maniera acritica all'attività delle "navi umanitarie". Questo è un fatto noto. Così com'è nota differenza di vedute sul tema. Ma c'è persino chi, pur coordinando un ente che dipende in modo stretto dalla presidenza del Consiglio dei ministri, è solito sostenere che l'onore del Vecchio Continente sia tutelato, nei tempi odierni, dalle tanto osteggiate imbarcazioni delle Ong.

Luigi Manconi, già esponente del Partito Democratico, ha le idee molto chiare. A riportare una serie di dichiarazioni di un uomo che oggi, per via dell'incarico ricevuto ai tempi del governo di Paolo Gentiloni, è divenuto il presidente dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, il cui acronimo è Unar, è stato il quotidiano La Verità.

La gestione dei fenomeni migratori interessa, in qualche modo, anche i suoi uffici. Ma l'Unar - come anticipato - è un ente riconducibile a palazzo Chigi, la cui tentua attuale dipende dall'alleanza tra la Lega di Matteo Salvini e il MoVimento 5 Stelle. Per questo i virgolettati di Manconi sembrano lasciare di stucco chi magari pensava dovesse esistere una certa convergenza tra chi detta la linea dell'esecutivo presieduto da Giuseppe Conte e il vertice di un ente di un Ufficio correlabile al premier. Il leader del Carroccio è per la "linea dura", ma Manconi vuole andare dritto per la sua strada.

Il fatto era già balzato alle cronache per via di una conferenza sull'immigrazione durante la quale Manconi non si era certo risparmiato. Ma l'ex piddino ha alzato il tiro in maniera sostanziosa: nel sostenere, per esempio, come coloro che non sono disposti ad accogliere i migranti si pongano al di "fuori dei valori condivisi". Fuori, ovviamente, di un'Europa che sarebbe chiamata ad essere più aperturista possibile. E tra i virgolettati spunta pure una definizione secondo cui gli stessi oppositori dell'accoglienza indiscriminata sarebbero "moralmente inferiori".

La costituzione morale di quella che altri chiamerebbero "civiltà occidentale", quindi,

presuppone un atteggiamento pro migranti e il coordinatore dell'Unar, con buona pace del ministro dell'Interno, predica in maniera contrariata contro il blocco dei porti e le altre misure che sono state prese in questi mesi.

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