Il "Milanese Imbruttito" si arrende: viva l'Islanda

E alla fine si è dovuto arrendere anche quel bauscia del Milanese Imbruttito

Il "Milanese Imbruttito" si arrende: viva l'Islanda

E alla fine si è dovuto arrendere anche quel bauscia del Milanese Imbruttito: modello pateticamente stereotipato della Lombardia «locomotiva d'Italia» e della Milàn a cui - secondo un celebre adagio meneghino -, se volti le spalle, è come voltare le spalle al pane. Il Signor Milanese Imbruttito, reso celebre dalla caratterizzazione dell'attore Germano Lanzoni (nella foto), non ha potuto far finta di nulla. Tanto che ieri, sul suo sito, figurava con grande risalto la notizia della ricerca islandese che ha sancito il successo della «settimana di quattro giorni» che ha fatto breccia nel cuore dei lavoratori di Reykjavic. Proprio lui, che ha fatto del lavoro «h.24» la ragione di vita, si è ritrovato a tessere le lodi degli islandesi che in azienda ci vanno un giorno sì e un altro no. L'articolo con cui il Milanese Imbruttito dà conto dell'«esperimento islandese» si conclude con una frase che sancisce il cambio di rotta rispetto al vecchio modello ambrosiano: «Esportiamo subito, please». Non c'è il mitico taaac finale, ma è lo stresso. Ora perfino il Milanese Imbruttito ha capito che, nel lavoro, il fantozzismo delle ore obbligatoriamente alla scrivania è diventata roba di cui sentono la mancanza solo certi capiufficio un po' tristanzuoli. Categoria cui ieri si è iscritto il primo cittadino di Milano (e quindi sindaco anche del Milanese Imbruttito), Beppe Sala, che tra una foto social con la compianta Raffaella Carrà e un peana di ringraziamento al presidente Sergio Mattarella, ha trovato modo di tirare bonariamente le orecchie a Luca Bernardo, suo futuro competitor per il centrodestra al trono di Palazzo Marino. Un Bernardo «reo» di aver detto di non voler abbandonare la carriera medica e di aver intenzione - se eletto - di fare la mattina il pediatra e la sera il sindaco. Apriti cielo. Sala gli ha risposto piccato, sostenendo che «il sindaco è un mestiere che si fa a tempo pieno». A giudicare dal suo - di «tempo pieno» - verrebbe da dare ragione a Vittorio Feltri (neocapolista al Comune per Fratelli d'Italia) che ha sentenziato: «Sala è il peggior sindaco che Milano abbia avuto». Se avesse optato per un part-time, avrebbe fatto meno danni?

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