A Milano è allarme sicurezza. Vigile aggredito e disarmato

L'agente accerchiato: sparati due colpi con la pistola Identificati i primi responsabili. È bufera su Sala

A Milano è allarme sicurezza. Vigile aggredito e disarmato

Si riaccendono i riflettori sui branchi di ragazzi e ragazzini fuori controllo, eroi sbagliati di notti infinite e tutte uguali, sempre più aggressivi e convincenti nel loro ruolo illusorio ma purtroppo efficace di «cattivi» protagonisti. Stavolta il video di 25 secondi che, come una freccia avvelenata, appare all'improvviso sui social sabato in serata, si focalizza su una raffica di scene talmente incredibili da far credere nell'immediatezza a una regia decisa a tavolino, quindi fake. Nei fotogrammi che si susseguono a grande velocità una gang infatti prende di mira un vigile urbano che, insieme a una collega, a due passi dalla zona della Darsena e dai Navigli - per l'esattezza all'angolo tra via Pacioli e viale Coni Zugna - nella notte tra venerdì e sabato, poco prima delle 2, è in servizio in borghese a bordo di una vettura «civetta» proprio per contrastare il fenomeno delle bande giovanili che vandalizzano le auto parcheggiate e i portoni, più volte segnalate dai residenti in zona insieme a un bar che serve da bere ben oltre gli orari consentiti. La pattuglia fa parte delle «Uci», create per controllare i fenomeni evidenziati dai cittadini.

Il ghisa, un 61enne con trent'anni di servizio, appena dopo aver aperto la portiera e essere sceso dall'auto, spara un colpo in aria davanti a quei dieci ragazzi che all'improvviso gli si sono parati intorno alla vettura, un gruppo di skater provenienti da Bolzano (come si saprà poi), tra cui alcuni maggiorenni di cui almeno due sono già stati identificati proprio dalla Locale.

«Voleva difendere lui e la collega» lo difendono i vigili dal comando di piazza Beccaria; «lo hanno accerchiato, lui si è qualificato e, continuando a essere accerchiato, ha esploso un colpo in aria per far allontanare il gruppo di ragazzi» recita, morbido, il comunicato uscito ieri dall'ufficio stampa del Comune di Milano, per il momento ricostruzione ufficiale dei fatti su cui la Locale ha aperto un'inchiesta. E che continua: «Dopo una colluttazione con i vigili i ragazzi riescono a sottrarre l'arma di servizio all'agente che prova a resistere all'aggressione. Durante la colluttazione è stato esploso accidentalmente un colpo di pistola senza conseguenze per nessuno. Nel mentre il secondo agente di pattuglia allerta la centrale operativa e sopraggiungono altre due pattuglie. Il gruppo si dà alla fuga e abbandona l'arma gettandola sotto un'auto parcheggiata».

E fin qui tutto corretto, almeno dal punto di vista puramente tecnico della ricostruzione di quanto avvenuto. Un po' più arduo sarà invece placare le emozioni suscitate dai pericoli scampati con quei due spari - in particolare il secondo, che solo per miracolo non ha colpito nessuno - e dalla dinamica, inconcepibile, di quanto accaduto. Con i ragazzi che, al grido di «togli la pistola!», riescono a strappare l'arma di ordinanza al vigile e lui che grida «guardate che è carica».

Più tardi si saprà che l'agente aggredito - poi portato in ospedale con diversi ematomi ed ecchimosi sul corpo, quindi dimesso con pochi giorni di prognosi - sarebbe stato sorpreso dai ragazzi mentre scattava delle foto con il cellulare, immagini che doveva fare per documentare la situazione. Da lì sarebbe nata l'assalto. L'arma, una pistola semiautomatica, ha incamerato automaticamente la seconda cartuccia. Così, dopo il primo colpo sparato in aria, ha sparato ancora.

La questione è diventata anche politica. Da qui la decisione del sindaco Beppe Sala di intervenire oggi in apertura di Consiglio comunale per parlare del tema sicurezza. Un intervento fra l'altro chiesto dalle opposizioni dopo le violenze della notte di Capodanno in piazza Duomo e a cui si aggiunge l'assalto al vigile.

E a proposito di Milano violenta e gioventù fulminata, non è finita qui. Venerdì mattina, infatti, due adolescenti - che un conducente di un bus Atm non aveva fatto salire a bordo perché gli chiedevano di fermare il mezzo lontano dalla pensilina della fermata, opzione proibita dal regolamento di servizio - lo hanno atteso a fine turno in piazza Ohm (a sud ovest di Milano). Quando l'uomo è sceso lo hanno insultato e minacciato, quindi, prima di fuggire, gli hanno sferrato un pugno allo zigomo, frantumandogli la mandibola. Indaga la polizia.

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