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Minetti al contrattacco: "Mio figlio alla gogna"

Gli avvocati dell'ex consigliera regionale: "Su di noi solo falsità, carte inattaccabili. Violata la legge nel dare notizie sulla salute del bimbo"

Minetti al contrattacco: "Mio figlio alla gogna"
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"Falso, falso, falso, tutto falso". I legali di Nicole Minetti Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra pesano e vergano ogni singola parola del comunicato che di lì a poco faranno circolare alle agenzie, l'obiettivo non è tutelare la loro assistita "tanto le carte sono inattaccabili" quando difendere la privacy e l'incolumità di un bambino usato strumentalmente per infangare l'ex consigliera regionale della Lombardia, che ha chiesto (e ottenuto) la grazia dal presidente della Repubblica per stare con suo figlio, "pre adottato e poi adottato regolarmente, lo sanno in Procura perché hanno visto le carte...".

Mai la Minetti avrebbe pensato di finire in questa ennesima vicenda dal sapore politico con l'obiettivo (scongiurato) di affondare il Guardasigilli Carlo Nordio, né tantomeno ipotizzava di trascinare con sé anche un bimbo "gravemente esposto come noi a una indebita e ingiustificata esposizione mediatica (dal Fatto Quotidiano, ndr)", con ricostruzioni a suo dire "false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che per legge non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori", come la Carta di Treviso. In effetti, solo un squilibrato manderebbe al Quirinale una richiesta di grazia basata su presupposti o carte false, sperando che magistratura e ministero non se ne accorgano. E invece no, per l'ufficio del Pg Francesca Nanni la Minetti ha cambiato vita anche se per la polizia morale del Fatto l'adozione è sospetta, la malattia non è quella che si racconta, il ricovero è avvolto dal mistero e i legami affettivi non esisterebbero. Illazioni giocate sulla pelle di un bambino che forse non riuscirà neanche a diventare adulto.

"Mi sono state attribuite circostanze e dichiarazioni mai rese, costringendomi a difendermi da fatti del tutto inesistenti. Preciso, con assoluta chiarezza, di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna", fa scrivere la Minetti. È il contrario di ciò che invece ipotizza il Fatto. "Ci sono altre cose che vorrei scrivere e altre che non posso scrivere", è la chiosa dell'autore del pezzo Thomas Mackinson a Un Giorno da Pecora dopo il quale il Quirinale ha chiesto lumi e una nuova indagine che coinvolge l'Interpol. Presto sapremo se davvero i motivi per chiedere la grazia sono falsi, come vuole accertate la Procura generale con due o tre rogatorie, per la Minetti si aprirebbe un nuovo processo come la Procura fa capire con una nota. Possibile che l'ex igienista dentale abbia commesso una leggerezza così per non espiare una pena breve ai servizi sociali? "È tutto falso, falso", dicono i legali al Giornale. "La malattia è vera, il ricovero e l'operazione a Boston anche, ma che scherziamo?". La Minetti è furiosa come il suo compagno Giuseppe Cipriani, il rampollo dell'Harry's bar accostato al pedofilo Usa Jeffrey Epstein, per ora parla il comunicato stampa poi chissà: "Di fronte a una grave patologia che ha colpito mio figlio, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza, al fine di garantire le migliori cure possibili. È stata individuata una struttura altamente specializzata a Boston, dove mio figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso".

E il ruolo dei genitori biologici? È vero che li conosceva? È vero che c'è un contenzioso? "Smentisco categoricamente, non li ho mai conosciuti. L'intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all'affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato".

È alla Procura che l'ha condannata in passato che lei si rivolge "affinché venga fatta piena luce sulle falsità divulgate e venga ristabilita la verità". Si prevede una battaglia a colpi di querele e carte, nascoste o bollate, contro "notizie false e lesive".

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