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Un missile sulla Turchia intercettato dalla Nato. Droni e razzi nel Golfo

Secondo attacco ad Ankara. L'ira di Erdogan: "Vogliamo tenere il Paese fuori dalla guerra"

Un missile sulla Turchia intercettato dalla Nato. Droni e razzi nel Golfo
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Per la seconda volta in pochi giorni in Turchia arrivano missili iraniani (probabilmente con tecnologia russa) e per la seconda volta Ankara "chiede" diplomaticamente a Teheran di farla finita qui. Il rischio è che "l'incendio" da cui Recep Tayyip Erdogan vorrebbe tenere fuori il suo Paese possa allargarsi a macchia d'olio, comprendendo Cipro e addirittura anche Creta, dopo i paesi del Golfo.

Dieci giorni dopo il lancio dell'operazione "Ruggito del leone", la Nato è nuovamente coinvolta in un attacco diretto contro un suo membro: le difese dell'alleanza ieri hanno intercettato un missile diretto verso la Turchia, come confermato dal portavoce Allison Hart su X. "La Nato ribadisce il suo impegno a difendere tutti gli alleati da qualsiasi minaccia". I detriti del missile sono caduti su campi deserti nella provincia meridionale di Gaziantep, senza danni né vittime. La reazione è stata netta: "Ribadiamo ancora una volta che saranno prese con fermezza e senza esitazione tutte le misure necessarie contro qualsiasi minaccia diretta al territorio o allo spazio aereo del nostro Paese", si legge in una nota del ministero degli Esteri, per chiedere "a tutte le parti, e in particolare l'Iran, di astenersi da azioni che mettano a pentimento la sicurezza regionale e mettano in pericolo i civili". È poi il presidente in persona, poche ore dopo, a dire di più, confermando il massimo stato di allerta: "L'obiettivo principale è tenere il nostro Paese al sicuro da questo conflitto".

Non solo sul Bosforo si sono concentrate ieri le manovre iraniane, ma ancora contro Israele, dove un uomo è stato ucciso in un attacco missilistico portando a 11 il bilancio delle vittime della guerra. Inoltre diverse esplosioni hanno scosso il centro del Paese tra cui Yehud, Or Yehuda, Holon e Bat Yam dove sono cadute bombe a grappolo, ferendo gravemente almeno due persone: gli attacchi sono iniziati dopo la nomina della nuova guida suprema della Repubblica islamica. "L'Iran lancia la prima ondata di missili sotto la guida dell'ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei verso i territori occupati", ha dichiarato l'emittente statale iraniana Irib sul suo canale Telegram, aggiungendo l'immagine di un proiettile con lo slogan "Al tuo comando, Sayyid Mojtaba".

Nelle stesse ore Teheran ha bombardato il Kuwait da suolo iracheno, per questa ragione l'ambasciatore del Kuwait a Baghdad, Mohammed Hassan Al Zaman, ha chiesto al sottosegretario agli Esteri iracheno Mohammed Hussein Bahr Al Uloom di "preservare le relazioni tra i due Paesi". Danni si registrano al Kuwait International Airport dove sono stati fatti esplodere serbatoi di carburante. Due i droni ostili abbattuti, mentre altri tre hanno colpito lo scalo e l'edificio dell'Ente pubblico per la sicurezza sociale nel centro di Kuwait City. Contro il Qatar ieri l'Iran ha lanciato 17 missili e 6 droni. Un incendio è scoppiato nell'impianto petrolifero di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti e anche l'unica raffineria di petrolio del Bahrein è stata colpita. L'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato diversi droni che attaccavano il suo giacimento petrolifero di Shaybah. Anche per questo, il Dipartimento di Stato americano ha ordinato al personale non essenziale e alle rispettive famiglie di lasciare l'Arabia Saudita, dopo aver fatto lo stesso in Bahrein, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Pakistan.

Ma non è tutto, perché le parole del ministro greco della difesa, Nikos Dendias,

aumentano le tensioni anche sull'isola di Creta dove si trova la base per sommergibili di Souda, potenziale bersaglio: "Si trova ai limiti della gittata massima delle armi iraniane", ha sottolineato il ministro ellenico.

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