Il modello austriaco in difesa del Cenone: lockdown per un mese e tamponi di massa

Linea dura per essere più liberi il 25 dicembre: scuole chiuse e tutti a casa

Il modello austriaco in difesa del Cenone: lockdown per un mese e tamponi di massa

C'è chi punta all'immunità di gregge e chi cerca di tagliare i viveri al coronavirus. Sebastian Kurz è di questa scuola. La reazione del cancelliere austriaco all'impennata a livelli record dei contagi nel suo paese è stato mettere i suoi concittadini sotto chiave. E al lockdown a doppia mandata il cui inizio è fissato per martedì 17 novembre e la fine al 6 dicembre seguirà una campagna di tamponi di massa. Con un'intervista alla radiotv pubblica ORF, lo stesso giovane leader del partito popolare ha annunciato che l'Austria intende seguire il modello della confinante Slovacchia, il primo paese europeo impegnatosi in una campagna per testare tutti i cittadini per il coronavirus. L'obiettivo del cancelliere è chiaro: riaprire il paese tre settimane prima del Natale permettendo così ai cittadini di festeggiare la solennità «in maniera decente», circondati dall'affetto di pochi selezionatissimi cari, dando nel frattempo una bella frustata all'economia. «Vogliamo impiegare test di massa alla fine del lockdown per consentire una riapertura sicura delle scuole e degli altri settori». Fra i primi a ricevere il tampone, ha proseguito Kurz, ci saranno gli insegnanti. Il cancelliere non ha spiegato se il suo governo punti a testare gli 8,8 milioni di cittadini austriaci ma si è detto ottimista sull'impiego dei tamponi antigenici rapidi.

Nel frattempo l'esecutivo ha disposto la chiusura di tutte le scuole e degli esercizi commerciali non indispensabili. Gli austriaci devono restare a casa 24 ore su 24, potendo uscire solo per recarsi al lavoro (ma sono tutti invitati a lavorare da casa), in farmacia o al supermercato. Lo scorso 3 novembre Kurz aveva disposto un lockdown «leggero», lasciando le scuole aperte e i servizi ristorazione liberi di funzionare per l'asporto. Misure che non hanno impedito all'Austria di balzare in cima alle classifica mondiale dei paesi con il più alto numero di malati per abitante secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Gli ospedali del paese sono in grande affanno e, sebbene il nuovo lockdown si annunci pesante, «la pandemia non lascia altra scelta», ha spiegato Kurz.

La sua decisione non passerà inosservata in Germania: oggi la cancelliera Angela Merkel incontra i 16 premier regionali per fare un primo bilancio del lockdown parziale iniziato lo scorso 2 novembre. Da allora i numeri non sono migliorati, come ha fatto notare domenica il ministro dell'Economia Peter Altmaier, secondo il quale i tedeschi dovranno aspettarsi restrizioni alla propria libertà per i prossimi «quattro o cinque mesi». Sulla linea di Altmaier si è schierata la maggior parte dei premier regionali; anche in Germania, però, cominciano a circolare i primi dubbi sulla capacità delle misure parziali di salvare il Natale. Lo si legge nelle parole pronunciate dal governatore della Baviera, Markus Söder. In alcuni distretti del Land confinante con l'Austria la pandemia è ormai fuori controllo «e dobbiamo considerare se le misure già adottate sono sufficienti», ha affermato Söder.

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