Firenze si prepara a ospitare "Voices Festival", il Festival europeo del giornalismo e della libertà dei media finanziato con fondi comunitari ma con ospiti a senso unico e Francesca Albanese ospite d'onore in una manifestazione dedicata alla libertà.
L'evento si svolgerà da domani al12 marzo al Teatro del maggio musicale fiorentino, organizzato da alcune sigle tra cui "European Federation of Journalists", "Centre for media pluralism and media freedom", "European Centre for press & media freedom" con il patrocinio del Comune di Firenze, del Corecom Toscana e dell'Ordine dei giornalisti.
Si tratta di un festival giunto alla terza edizione (la precedente si è svolta a Zagabria) che nasce "per avvicinare cittadini, giornalisti e professionisti dei media" e "celebrare il ruolo fondamentale che il giornalismo e il pubblico informato svolgono nelle società, promuovendo al contempo il pensiero critico sulla disinformazione" ma con la stragrande maggioranza degli ospiti schierati a sinistra e con l'assenza sia di pluralismo sia di contraddittorio.
Si potrebbe obiettare che è una libera scelta degli organizzatori, peccato che il festival sia finanziato dall'Unione europea (perciò con i soldi di tutti i cittadini). Secondo un bando pubblicato sul sito della Commissione europea, Bruxelles ha messo a disposizione "3.000.000 di euro per tre edizioni del festival" dedicati al finanziamento fino al 90% dei costi ammissibili dell'"European Festival of Journalism and Media Freedom" e potrebbe trattarsi dell'importo stanziato per sostenere l'iniziativa, anche se sul sito di "Voices" non è specificato l'importo ottenuto.
È invece disponibile il programma con l'elenco dei relatori a cominciare dalla relatrice Onu Francesca Albanese a cui il comune di Firenze non ha concesso la cittadinanza onoraria nei mesi passati dopo le polemiche per le sue posizioni radicali e il cui invito al festival Voices sembra essere una sorta di risarcimento.
Oltre alla Albanese interverranno il direttore di Fanpage Francesco Cancellato, il giornalista di la Repubblica Paolo Berizzi, il rettore dell'Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari. Come se già non bastasse una rappresentazione del tutto a senso unico del giornalismo italiano con l'assenza di giornalisti di testate vicine al centrodestra, il quadro diventa ancor più grave con il coinvolgimento di politici di un unico schieramento senza contraddittorio. A Voices interverranno infatti Barbara Floridia del Movimento Cinque Stelle e Sandro Ruotolo del Partito Democratico ma non c'è nessun esponente politico dei partiti di governo.
Ancor più sconcertante è che parleranno entrambi allo stesso panel intitolato "Ultima chiamata per salvare il giornalismo italiano" con la partecipazione anche di Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Non poteva poi mancare un panel dedicato a Gaza in cui si parla di "genocidio" con la reporter palestinese Emam Alhaj Ali.Eventi a senso unico non sono certo una novità, ma che ricevano fondi pubblici e senza garantire il pluralismo in un festival dedicato al giornalismo e alla libera informazione, è davvero paradossale.