"Non serve il 'reddito d'alta quota'. A settembre una bozza di pdl"

Tante le idee e le proposte al tavolo tecnico di Edolo durante il meeting "Montagne, un nuovo inizio" con Mariastella Gelmini e Mara Carfagna

"Non serve il 'reddito d'alta quota'. A settembre una bozza di pdl"

È in corso a Edolo, presso l'Università della Montagna Unimont, polo d'eccellenza dell'università degli Studi di Milano, il convegno "Montagne, un nuovo inizio". Tra gli ospiti anche Mariastella Gelmini e Mara Carfagna. L'incontro è un'occasione per avere un momento di incontro e confronto tra gli stakeholder, anche in vista di una nuova legge sulla montagna. Il nostro Paese ha una varietà morfologica straordinaria, che le permette di garantire un'ottima offerta turistica sia a livello marittimo che montano, grazie alla sua "colonna vertebrale" costituita dalle Alpi a nord e dagli Appennini che corrono lungo quasi tutto lo stivale. Sono ambienti di straordinaria ricchezza in biodiversità, caratterizzati da una profonda pluralità culturale. Presente a Edolo anche il commissario generale per la partecipazione dell'Italia a Expo 2020 Dubai, Paolo Glisenti.

"La pandemia ha inferto danni molto ingenti alla montagna, ne siamo estremamente consapevoli e il governo ha stanziato un miliardo di euro per far fronte all'emergenza economica che questi territori hanno subito", ha dichiarato il ministro per gli Affari regionali e le autonomie a margine della conferenza. Un fondo importante ma non sufficiente, come sottolinea lei stessa: "Tutto questo non basta, serve una strategia di rilancio delle montagne italiane. Occorre lavorare per evitare un fenomeno molto diffuso come lo spopolamento, e occorre rilanciare le attività economiche come l'agricoltura, il turismo, e il terziario".

La soluzione esiste ed è lo stesso ministro Gelmini a proporla: "Tutto questo si può fare attraverso una legge quadro che il governo insieme ad Uncem, a Federbim, ai sindaci di montagna, vuole costruire. Da Edolo inizia un percorso, una serie di incontri che faremo nelle diverse montagne italiane per raggiungere questo obiettivo". A Unimont va il plauso del ministro: "È diventata una realtà importante ed è pienamente coinvolta all'interno di un tavolo tecnico che abbiamo costruito con tanti esperti e con tante associazioni di categoria, con il fine di tornare a vivere in montagna e di rilanciare le attività economiche in questi territori".

Le potenzialità della montagna sono enormi e Mariastella Gelmini crede nel progetto della legge quadro per il rilancio di questa parte di territorio italiano: "Dobbiamo valorizzare le nostre bellezze culturali, il turismo, lo sport, il territorio. C'è moltissimo da fare: per questo serve una legge quadro, ormai indispensabile, per dare certezza alle risorse che anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza mette a disposizione. Entro settembre avremo una bozza di proposta di legge, e poi lavoreremo per portare questo testo in Parlamento".

È proprio sull'idea della progettualità che il ministro per gli Affari regionali punta per la ripresa economica: "Alla montagna italiana non serve 'un reddito d'alta quota', non servono più misure assistenzialiste o risarcitorie. Serve invece un convincente progetto di sviluppo. Perchè le nostre montagne oltre ad essere bellissime hanno anche potenzialità straordinarie". Mariastella Gelmini ha le idee molto chiare in merito: "Vi è quindi la necessità di elaborare politiche pubbliche mirate, in grado di riconoscere e tutelare la specificità dei territori montani. Tali politiche devono in prima battuta garantire una maggiore efficacia ai servizi pubblici essenziali per cittadini che abitano nei territori montani, in particolare: sanità, istruzione e trasporti pubblici. Non va inoltre sottovalutato l'impatto dell'innovazione tecnologica su settori considerati residuali, come per esempio l'agricoltura, che possono invece, se correttamente supportati, divenire settori strategici per lo sviluppo dei territori montani".

Mara Carfagna ha evidenziato che sulle aree interne c'è l'intenzione di inserire sia la montagna che le isole minori, perché "il divario italiano, nella mia visione, non è solo quello tra Nord e Sud ma anche quello tra aree metropolitane e comuni minori, tra pianura e montagna".

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