Da Montepaschi a Banca Etruria tutti i crac che il Pd non può cancellare

Roma - La protervia di Matteo Renzi nell'imputare al governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ogni responsabilità della cattiva gestione delle crisi bancarie ha una genesi ben precisa. Ed è quella descritta dall'ex direttore del Corriere, Ferruccio de Bortoli, nella sua autobiografia: la moral suasion di Maria Elena Boschi presso l'ex ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, affinché trovasse un partner per l'allora periclitante Banca Etruria di cui il padre era vicepresidente. Il conflitto di interessi, in quel caso, era duplice: non tanto perché vi fosse coinvolta la famiglia di un'importante componente di quel gabinetto, ma perché la Toscana, cuore del potere renziano, è una terra nella quale il confine tra politica e finanza non è praticamente mai esistito.

I prestiti facili agli «amici degli amici» non hanno fatto saltare solo Etruria, ma hanno messo in difficoltà realtà più piccole come il credito cooperativo Chianti Banca (che il Giglio magico avrebbe voluto conservare come spa autonoma e che invece Bankitalia farà confluire nella grande centrale Iccrea) e come la Cassa di risparmio di San Miniato, «salvata» dai francesi di Crédit Agricole tramite l'intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi assieme alla riminese Carim e a Caricesena, realtà bancarie di una zona rossa come la Romagna.

Insomma, queste «bombe» sono esplose proprio mentre Matteo Renzi era a Palazzo Chigi senza riuscire a trovare soluzioni efficaci. Con quella mozione il segretario del Pd ha trovato il capro espiatorio perfetto. Oggi come oggi viene difficile ricordare che si tratta dello stesso Matteo Renzi che a inizio 2016 invitava le famiglie a investire nella Mps risanata da Alessandro Profumo (che oggi guida Leonardo-Finmeccanica su designazione renziana), quella stessa Mps nazionalizzata da Gentiloni e dal ministro dell'Economia Padoan perché il precedente esecutivo non era riuscito a cavare un ragno dal buco. Il Fondo Atlante, creato su pressing dell'ex presidente del Consiglio, ha però bruciato 3,4 miliardi su Popolare Vicenza e Veneto Banca, rilevate a fine giugno da Intesa Sanpaolo a un euro prima che un nuovo bail in devastasse tutto.

E se si guarda agli altri casi di crisi (Carige, Banca Marche, Cariferrara, Carichieti, la teramana Tercas salvata a caro prezzo dalla Popolare di Bari) ci si ritrova in scenari simili a quelli del Monte dove Fondazioni con il cuore a sinistra intervenivano direttamente nella gestione delle banche seguendo criteri «politici». Renzi, va detto, ha pagato il prezzo di un passato dissennato, ma anche l'insipienza nel trattare con la Vigilanza Bce e con la Commissione Ue condizioni meno vessatorie. Trattative impossibili visto che l'unica cosa che gli interessava era ottenere più deficit per bonus e mance.

Commenti
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sepen

Gio, 19/10/2017 - 08:35

È solito vecchio vizio del PD/DS/PDS/PCI, lasciar fare le porcate più assurde per poi svegliarsi (o fare finta di) all'ultimo e vestire i panni dell'indignato speciale. Le schifezze di Etruria, Veneto, Montepaschi eccetera datano di molto tempo fa, e adesso si svegliano? Che la Banca d'Italia facesse finta di nulla era evidente da tempo, eppure tutti zitti. Adesso le elezioni si avvicinano, la batosta è quasi assicurata, bisogna inventarsi qualcosa. Ed ecco quindi il siluramento di un alto funzionario di banca (di gran lunga la categoria più malvista che esista) in modo da presentarsi agli elettori come quelli che 'fanno pulizia'. Per carità, qualche fesso che ci casca lo trovano sicuro, ma chi aveva una mezza volgia di votarseli per arginare M5S, beh, temo che avrà un motivo in più per non farlo.

gpl_srl@yahoo.it

Gio, 19/10/2017 - 08:44

evidentemente le colpe devono ricadere su altri e non sui loro validi gerenti! Di certo anche se renzi dovesse lasciarci intravvedere la farfalla che si è fatto tatuare sulla chiappa sinistra, non potremo accreditargli capacita di stimoli inconsueti!

Duka

Gio, 19/10/2017 - 08:55

Chissà se comunisti militanti e votanti si sono accorti che i problemi non si risolvono cantando "bella ciao"- Ne dubito molto!

accanove

Gio, 19/10/2017 - 09:12

dove sta scritto che i PDioti sappiano "fare di conto" e gestire un organismo economico? Dove e chi ha dimostrato che i comunisti sappiano che il denaro per essere speso deve essere prima guadagnato o accantonato. Ovunque abbiano governato hanno distrutto il capitale e tessuto sociale, sono sopravvissuti attingendo al debito pubblico (denaro di altri) senza preoccuparsi che prima o poi sarebbe terminato. Se "impiantano" un organismo economico questo funziona solo grazie a donazioni, corruzione, tangenti, sfruttamento, soldi pubblici, non è mai in grado di auto sostenersi in un virtuale ciclo economico. Sono stati cancellati dalla storia proprio a causa di questa loro incapacità e limitazione, sopravvivono ormai solo in piccole entità, in ristrette aree ove la democrazia è magnanima, se governano durano poco per le cause sopra scritte. Ricordiamoci quello che diceva Montanelli

Mr Blonde

Gio, 19/10/2017 - 10:15

Vorrei chiedere all'opposizione quali sono le misure per evitare il ripetersi di tali casi; senza voler peccare di presunzione, posso suggerirne una? bene, secondo voi se ci fossero norme che puniscono falsi in bilancio di tali gravità, con l'aggravante di mettere a repentaglio una delle risorse fondamentali di un paese cioè il risparmio, fino a 20 anni di galera, non si eviterebbe il ripetersi di tali scandali? O almeno si riuscirebbe a punire i colpevoli. Ma mi viene il dubbio che almeno una parte politica non abbia nessuna voglia di inasprire tali pene, chissà come mai, del resto la campagna elettorale poi finisce chi se ne importa.

uberalles

Gio, 19/10/2017 - 10:20

Delle persone "normali", dopo le rapine alle banche perpetrate dalla sinistra, sarebbero in fuga verso un'altra galassia. I "vostri" eroi del PD, invece, candidi come cherubini, ricominciano a sparlare di finanza come se niente fosse: lo stesso Frottolo, dopo avere millantato il MPS come investimento per le famiglie operaie spara a zero contro chi ha permesso a suo padre di assumere mutui a dritta e a manca senza mai rimborsarli, alla famiglia Boschi (una delle più odiate d'Italia) di imperversare sulla B. Etruria, azzerandone il valore. Il Monte Paschi, infine, dopo che stato (Italiani che lavorano) e privati vi hanno versato una quindicina di miliardi di euro, ha un valore molto vicino allo zero...VERGOGNA!!!

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italiota

Gio, 19/10/2017 - 11:10

ma no, cosa dite? ..quelli del PD sono "onesti"!!! sono "gli altri" quelli che rubano...

giancristi

Gio, 19/10/2017 - 12:43

La Banca Popolare dell'Etruria ha fatto salire alle stelle l'indignazione degli italiani di fronte allo spettacolo dei risparmiatori truffati con il bail-in delle obbligazioni subordinate. Ingenui vecchietti sono stati persuasi ad investire i loro poveri risparmi in titoli ad alto rischio da impiegati solerti, minacciati di licenziamento dai dirigenti criminali della banca. Dove sono finiti i soldi? Sono stati prestati agli "amici" senza adeguate garanzie e non sono stati restituiti. Ma è un copione che si ripete nelle altre banche. In testa a tutte, il Monte dei Paschi: la mangiatoia del PD! La magistratura indaghi a fondo su tutti i fidi finiti in insolvenza, a cominciare da quelli concessi al "compagno" De Benedetti. E speriamo che i dirigenti finiscano tutti in galera!

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stenos

Gio, 19/10/2017 - 13:08

Prima sfasciano, poi rubano e alla fine fanno le verginelle addossando la colpa ad altri. Vedi pure il caso Telecom...

dagoleo

Gio, 19/10/2017 - 13:18

E' il solito vizio della sinistra, combinare sfracelli e poi trovare il modo d'imputare le colpe agli altri. Guarda caso in tutti questi fallimenti bancari c'è la mano del PD. E questi vorrebbero governare l'Italia? Se gli lasciamo ancora in mano il paese siamo dei veri e propri suicidi e non avremo nessuna scusante per cui lamentarci.