Morabito preso in Brasile. Il super boss più ricercato dopo Messina Denaro

Il superlatitante della 'ndrangheta, Rocco Morabito, è stato catturato in Brasile in una operazione effettuata dai Ros con polizia, Interpol e polizia federale brasiliana

Morabito preso in Brasile. Il super boss più ricercato dopo Messina Denaro

Il superlatitante della 'ndrangheta, Rocco Morabito, è stato catturato in Brasile in una operazione effettuata dai Ros con polizia, Interpol e polizia federale brasiliana. Rocco Morabito, latitante dal 2017 quando era evaso da un carcere uruguayano, era il numero due della lista del Ministero dell'Interno dei più ricercati dopo Matteo Messina Denaro. I carabinieri del Ros erano sulle tracce del superboss della 'ndrangheta da quando Morabito era riuscito a evadere insieme ad altri tre detenuti dalla terrazza del carcere "Central" di Montevideo, in Uruguay, forse grazie all'aiuto di membri dei Bellocco residenti tra Buenos Aires e Montevideo. Da allora Morabito, principale punto di riferimento dei cartelli del narcotraffico, era diventato il numero due tra i latitanti più ricercati, secondo solo al capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Gli investigatori hanno seguito le sue tracce lungo tutto il Sudamerica, fino a riuscire a catturarlo a San Paolo, dove è stato arrestato insieme a Vincenzo Pasquino.

Nato ad Africo nel 1966 e parente del famigerato boss Peppe «Tiradriddo» Morabito, su di lui pesano le accuse di associazione di stampo mafioso, traffico di stupefacenti e altri gravi reati: è considerato il re del traffico di cocaina che ha invaso la Lombardia. Deve scontare 30 anni di reclusione. Dopo ventitrè anni di latitanza, era stato catturato a Montevideo il 4 settembre 2017 in un'operazione eseguita dalla polizia uruguagia insieme a un esperto per la Sicurezza del Dipartimento della Pubblica Sicurezza di Buenos Aires. Grazie alla banca dati dell'Interpol in cui sono stati incrociati i dati dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza) e della polizia brasiliana, si era riscontrato che il soggetto era sotto un mandato d'arresto internazionale emesso dalla Procura di Reggio. Il 29 marzo 2019 il tribunale uruguaiano ne aveva autorizzato l'estradizione per l'Italia.

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