Almeno per quanto riguarda l'enogastronomia possiamo essere fieri di aver surclassato i nostri cugini d'Oltralpe: siamo riusciti a umiliare la densità delle loro salse bianche, a sbaragliare la spocchiosa complessità dei Bordeaux a favore dei Supertuscan, addirittura le nostre bollicine competono con i vanitosi Champagne dotati di albero genealogico. Ma non è ancora il momento di adagiarsi sugli allori. Se quello tra Italia e Francia è uno dei rapporti di odio-amore più lunghi della storia fra imboscate, tradimenti e ammiccamenti i due paesi alla fine sono simili e legati, casomai divisi dai tanti difetti che abbiamo in comune. C'è però qualcosa, specialmente negli ultimi tempi, che ci sta allontanando: un moralismo serpeggiante e velenoso, che ha contagiato parte dell'opinione pubblica italiana, quella che a parole si smania a proclamarsi tollerante, comprensiva e progressista. Una sorta di epidemia prudish che mal si accompagna all'ostentazione dell'esclusiva su visioni libere da pregiudizi. Ecco, questa bacchettoneria spuntata fuori dalle menti più illuminate del nostro paese che si scalmanano a denunciare la corruzione dei costumi neanche fossero reincarnazioni del Savonarola sarebbe assolutamente inexplicable per un francese. E non certo perché la passione per il sesso non accompagni da tempo immemorabile i loro politici. Piuttosto perché scoperchiare libertinaggi ministeriali e presidenze falliche sarebbe un attentato alla sicurezza nazionale. Anche se tutti "sanno" l'obbligo è sussurrarlo e non scriverlo, almeno fino a quando i politici sono in vita. Poi liberi tutti e via a pagine e pagine di racconti, aneddoti e curiosità piccanti su "regine di cuori", amanti favorite e cortigiane. Al fine di una gustosa narrazione ammessi i nomignoli, Chirac è "tre minuti doccia inclusa", Giscard "il coniglio", concessi anche cenni a figlie misconosciute e carezze che hanno cambiato la politica della nazione. Ma dopo, quando dei politici son rimaste solo le spoglie birichine.
E mai prima, perché la vita privata di una persona che ricopre incarichi importanti deve rimanere tale per garantire il fondamentale principio di libertà individuale. È stato molto più facile boicottare la créme nella scaloppina che imparare il rispetto per le vite degli altri.