Perdere un figlio è un dolore dal quale ti riposi solo morendo. La prima volta che aveva provato a togliersi la vita le era venuta fuori goffa. Aveva rischiato di rimanere gravemente invalida, la condizione peggiore per chi non ha più voglia di pensare. Per questo, non senza ironia, aveva definito la sua scelta di oggi "un modo più tranquillo e ordinato di procedere". Ha atteso che i suoi due cani se ne andassero di vecchiaia, ha lasciato lettere a ognuno dei suoi cari, ha preparato gli abiti, selezionato la musica e ha chiesto di lasciarle la finestra aperta perché la sua anima non rimanesse intrappolata: lo sapeva perfettamente dove doveva essere libera di andare. Ha pregato tutti di essere felici per lei perché lei se n'è andata felice.
Essere in due comincia dalle madri e due è il contrario di uno. Da quando il suo unico figlio Marcus è morto soffocato davanti a lei, Wendy è rimasta quel numero grottescamente spaiato. Puoi avere attorno chiunque, ma se a un certo punto della tua vita sei stata madre e poi non lo sei più, sei irrimediabilmente, incontrovertibilmente sola. Affronti l'ergastolo dei giorni con le spine rivolte all'interno e ti chiudi in un'attesa perché all'improvviso non sai più a chi tornare. E allora, quanto è lecito aspettare? Tutto ciò che connota la vita resta nella stiva dei sensi. E non c'è scopo e non c'è tregua. Rimanere a calpestare il mondo diventa una colpa. Per questo non ci indignano Wendy e il suo macabro, lucidissimo rituale per riuscire a tornare due. Certo che esistono altri esempi, altre storie di resistenza, epiloghi diversissimi da quello di questa cinquantaseienne che non provava "più alcuna gioia", e non aveva più "nessun desiderio di continuare a vivere". Ma dentro ai suoi giorni c'era solo lei e solo sua doveva essere la scelta, come in effetti è stato. Non si nasce madri e qualcuna nemmeno lo diventa, per scelta o per disdetta ma se ci si fa madri, non si torna più indietro. I figli sono il seguito, l'unico possibile.
E perderli significa non sapere come continuare, smettere di comprendere perché farlo. Non hai più seguito di sangue sulla terra e non hai più motivi nei gesti, si resta in piedi ma si muore di una somma di cose. C'è chi continua a chiamarla vita. E poi c'è Wendy.