E ora spunta il sospetto di un accordo con un'agenzia funebre. Si aggrava la situazione di Luca Spada, il 27enne autista della Croce Rossa indagato dalla Procura di Forlì per omicidio volontario di almeno cinque anziani trasportati in ambulanza mentre era in turno.
Dagli accertamenti investigativi sono emersi rapporti frequenti tra Spada e un impresario funebre, tutti da verificare. E si sospetta il pagamento di soldi in cambio della segnalazione di nuovi "clienti". Alcune fonti parlano di un vero e proprio rapporto lavorativo "a chiamata" del giovane con una società di pompe funebri. Ipotesi negata, però dall'agenzia, la "Onoranze funebri Romagna" di Meldola, paese di residenza di Spada: "È un amico di famiglia, lo conosciamo da quando era bambino" dicono aggiungendo che non c'è alcun rapporto di lavoro.
Su Spada grava il sospetto che abbia ucciso i pazienti con iniezioni a base di sostanze letali (o a base di aria) in grado di provocare embolie nei pazienti prima dell'arrivo in ospedale. Mentre l'indagato non si nasconde, parla con i giornalisti e si dichiara innocente, potrebbe allargarsi ulteriormente l'inchiesta sui morti in ambulanza a Forlì, con verifiche su altri decessi oltre a quelli dei cinque anziani già contestati a Spada, accusato, a piede libero, di omicidio continuato aggravato dalla premeditazione.
Sarebbero altri tre i casi da chiarire e la Procura, con il procuratore Enrico Cieri e il pm Andrea Marchini, sta valutando di far riesumare intanto le salme dei quattro anziani deceduti tra febbraio e ottobre, per svolgere gli esami medico legali: le morti risalgono al 24 febbraio, 8 luglio, 12 settembre e 13 ottobre. Un'autopsia infatti sin qui è stata disposta ed eseguita solo sulla donna di 85 anni morta il 25 novembre, i cui familiari sono assistiti dagli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli e che ieri hanno chiesto di conoscere la verità su quanto successo. "Mi definisco pienamente innocente. Quando, a novembre ho ricevuto l'avviso di garanzia mi è cascato il mondo addosso. Fin dal primo momento ho portato la documentazione" a sostegno dell' estraneità ai fatti.
Si trattava di pazienti con patologie, che venivano trasferiti dalle cliniche per svolgere esami ospedalieri. "Dopo tanti anni, tanti interventi, stiamo parlando di cinque persone su 200 in un anno, i numeri sono questi.
Spero che la Procura faccia luce" ha detto.
Tra gli elementi a disposizione degli inquirenti ci sono poi le immagini delle telecamere installate sull'ambulanza quando sono sorti i primi sospetti sul comportamento dell'autista, che è stato poi sospeso in via cautelativa dalla Croce Rossa.