Non ce l'ha fatta Matteo Brandimarti. Il 12enne di San Benedetto del Tronto risucchiato dal bocchettone della vasca idromassaggio dell'hotel di Pennabilli, nel Riminese, dove stava trascorrendo le vacanze con la famiglia, è stato dichiarato morto nella notte dai medici dell'ospedale Infermi di Rimini dove era ricoverato dalla domenica di Pasqua.
Un dramma ai quali i genitori del bambino, papà Maurizio e mamma Nicoletta, pur nel dolore più profondo, hanno risposto con una scelta di grande umanità, dando il consenso alla donazione degli organi. Le operazioni di espianto sono andate avanti per tutta la giornata. "Gli organi sono stati tutti donati e salveranno la vita a tanti bambini", ha detto l'avvocato della famiglia, Umberto Gramenzi. La Procura di Rimini, intanto, valuta i prossimi passi dell'inchiesta aperta per omicidio colposo. Nel fascicolo, coordinato dal sostituto procuratore Alessia Mussi, al momento non vi sono indagati, ma i carabinieri hanno interrogato i presenti, il direttore dell'albergo e l'addetto alla manutenzione degli impianti della zona benessere, mettendo sotto sequestro l'area. È lì, in una vasca profonda circa un metro e mezzo e con un diametro di circa tre, che Matteo stava giocando la mattina di Pasqua. Era stato azionato l'idromassaggio. In acqua c'erano anche i genitori e gli zii quando il ragazzino è stato risucchiato da uno dei bocchettoni collegati alla pompa di alimentazione ed è rimasto incastrato con una gamba. Tra le bolle dell'acqua e le chiacchiere, gli adulti non si sono accorti immediatamente che era in difficoltà. I genitori hanno tentato di tirare fuori il figlio dall'acqua, ma era bloccato con il piede in profondità e per liberarlo è stato necessario spegnere l'idromassaggio. Quando Matteo è stato portato fuori non respirava, nonostante il massaggio cardiaco sul posto durato più di 40 minuti.
Dopo cinque giorni in condizioni gravissime, venerdì è stata dichiarata la morte cerebrale ed è cominciato il periodo di osservazione prima di poter interrompere le procedure meccaniche per circolazione e respirazione. Ieri la morte e l'ultimo atto di amore dei genitori. "In questo momento dobbiamo dare una degna sepoltura a Matteo. Quindi il bambino verrà riportato nella sua città. Ci sono delle pratiche amministrative da sbrigare. Prima della prossima settimana sicuramente questa cosa non avverrà.
A noi adesso interessa questo, poi si vedrà chi è responsabile, ma questo lo accerterà la Procura", dice il legale. L'inchiesta non dovrebbe essere particolarmente difficile, gli inquirenti hanno già ricostruito con esattezza la dinamica dell'accaduto, così come le ipotetiche responsabilità.