È morto Pietro Ingrao, storico dirigente Pci e presidente della Camera

Aveva compiuto 100 anni a marzo. Era stato direttore dell'Unità e presidente della Camera durante il rapimento Moro

È morto Pietro Ingrao, storico dirigente Pci e presidente della Camera

È morto a Roma Pietro Ingrao.

Politico, giornalista e partigiano italiano è stato uno storico esponente dell'ala sinistra del Partito Comunista Italiano, fu direttore dell'Unità dal 1947 al 1957 e parlamentare alla Camera dei deputati ininterrottamente tra il 1950 e il 1992, di cui divenne anche presidente dal 1976 al 1979.

Il 5 luglio 1976 è eletto presidente della Camera dei Deputati, e in questa veste, nel 1978, vive in prima linea i giorni drammatici del sequestro e dell’assassinio del Presidente Dc Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.

Resterà in carica fino al ’79, anno in cui chiederà di essere sollevato dall’incarico. Nel 1989, Ingrao si oppone alla svolta di Achille Occhetto che trasformerà il Pci in Pds, ma è contrario ad ogni ipotesi di scissione.

Nel 1991 aderisce al Pds, come leader dell’area dei Comunisti Democratici. Abbandona il partito nel ’93, aderendo poi a Rifondazione comunista, cui rimarrà iscritto fino al 2008.

Tra la fine del secolo e i primi anni del nuovo millennio, Ingrao si dedica soprattutto all’attività di riflessione e di scrittura, senza rinunciare ad un impegno diretto sui grandi temi del nostro tempo: la pace, il razzismo, la democrazia. Nel 2007 pubblica la sua autobiografia, “Volevo la luna”.

Nel marzo 2010 dichiarava di votare per Emma Bonino alla presidenza del Lazio e per Sinistra Ecologia Libertà. In vista delle elezioni politiche del 2013, ha confermato di votare per Sel, che per Ingrao è l'unica forza unitaria della sinistra che può ambire a governare il paese ed essere protagonista di un cambiamento reale.

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