Prima mossa del premier per scardinare il reddito 5s: pronto l'addio ai Navigator

Per Palazzo Chigi è un'esperienza fallimentare In poco più di 2 anni occupato solo il 10 per cento

Prima mossa del premier per scardinare il reddito 5s: pronto l'addio ai Navigator

L' addio del guru dei navigator (flop) Domenico Parisi costa agli italiani mezzo milione di euro: ventisei mesi di lavoro ben pagati con risultati discutibili. Dal mese di maggio scorso, alla guida dell'Anpal c'è il commissario Raffaele Michele Tangorra voluto dal neo ministro del lavoro Andrea Orlando. Intanto il presidente del Consiglio Mario Draghi prepara, a partire dal mese di settembre, la cancellazione della figura dei navigator, i 2.700 ragazzi assunti dallo Stato per trovare lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza. La genialata è stata un fallimento colossale, certificato nei numeri (in pochissimi hanno trovato lavoro).

Il prof italo-americano, chiamato da Luigi di Maio, all'epoca ministro del Lavoro, dal Mississippi per rivoluzionare il mercato del lavoro con i navigator, è stato in carica dal 26 febbraio 2019 fino al maggio 2021: 26 mesi di attività, incassando 360mila euro di retribuzioni. Lo stipendio base annuo di Parisi è stato di 160mila euro. Basta fare due calcoli: negli ultimi due anni e mezzo il prof Parisi ha incassato 360mila euro di retribuzioni. Ma a pesare sulle casse dello Stato sono state le spese aggiuntive: vitto, alloggio e trasporto. Parisi non ha mai lasciato la sua dimora negli Stati Uniti (Oxford nello Stato del Mississipi). E dunque per assolvere al compito affidatogli dall'allora governo Conte 1 è stato costretto a fare la spola tra Italia e Stati Uniti. Ovviamente, a carico dei contribuenti. Solo nel primo anno di mandato, nel 2019, Parisi ha chiesto rimborsi, per case, voli e pranzi, pari a 166 mila euro: 71mila euro per i suoi viaggi andata e ritorno da Roma allo Stato del Mississippi, 55mila euro per il noleggio dell'auto con autista, 32mila euro circa per il suo alloggio romano. E poi 5mila euro per i viaggi in Italia e 3mila euro per vitto e altro. Tutto grazie a un regolamento interno, bocciato in prima battuta dal cda di Anpal, che poi Parisi si è di fatto scritto, approvato e controfirmato «da solo» come amministratore unico di Anpal Servizi. Aggiungendo per lui la possibilità di viaggiare e fare su e giù dagli Stati Uniti non in classe economy, ma in business class.

Peccato che ai costi salatissimi dell'incarico di Parisi non siano corrisposti i risultati. Tutte le statistiche bocciano lo strumento dei navigator. Ecco alcuni numeri: su 1,5 milioni di beneficiari di reddito di cittadinanza poco di più di 100mila hanno trovato un'occupazione grazie ai navigator. Dopo il commissariamento di Anpal, Orlando ha in mente una nuova governance che segua il modello delle agenzie fiscali. Con la nomina di un nuovo direttore generale, mentre non ci sarà più la figura del presidente. Verrà, infine, creata una divisione specifica «Politiche attive» presso il ministero del lavoro, per riportare le funzioni di indirizzo e coordinamento dentro il dicastero guidato dallo stesso Orlando, con un decreto di riorganizzazione del ministero. L'idea di Draghi sarebbe quella di eliminare le figure dei navigator e farle assorbire nell'ambito di un vasto piano di riorganizzazione dei Centri per l'impiego, che non hanno mai funzionato come dovrebbero.

Il piano è quello di potenziare queste strutture, per farle funzionare a dovere, assumendo 12mila addetti rispetto agli 8-9mila attuali, un enorme gap rispetto alla Germania che ne vanta ben 100mila. Fra le nuove leve ci sarebbero appunto i navigator, magari assunti per concorso e inseriti nella nuova struttura.

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