M5S senza guida. Crimi è nei guai: risarcimento per gli espulsi?

La corte d'Appello di Cagliari ha confermato l'assenza di rappresentanza legale. Gli espulsi potranno chiedere dei risarcimenti

M5S senza guida. Crimi è nei guai: risarcimento per gli espulsi?

Il rigetto del ricorso presentato da Vito Crimi di fronte alla corte d’Appello di Cagliari espone a una serie di rischi chi ha gestito il Movimento 5 stelle negli ultimi mesi. I magistrati sardi hanno infatti confermato la decisione con la quale il tribunale aveva stabilito come la creatura fondata da Beppe Grillo per “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno” fosse in realtà priva di rappresentanza legale e quindi bisognosa della tutela di un curatore speciale.

La decisione è stata innescata dal ricorso di Carla Cuccu, consigliera regionale sarda espulsa dal Movimento a seguito di alcune divergenze con i vertici pentastellati. Lorenzo Borrè e Patrizio Rovelli, avvocati della consigliera, erano sicuri di portare a casa il risultato: “I giudici hanno confermato la nostra eccezione di inammissibilità del ricorso depositato da Vito Crimi. Abbiamo presentato una eccezione fondata su una giurisprudenza granitica. Ora confidiamo che il Movimento proceda alla nomina del nuovo legale rappresentante e che questi prenda atto dell’illegittimità dell’espulsione di Carla Cuccu, come già riconosciuto in via cautelare dal tribunale di Cagliari il 24 febbraio”. Nelle prossime ore potrebbe intervenire anche la procura di Cagliari per sollecitare la ricostituzione dei vertici del Movimento. I rappresentati della Cuccu hanno infatti notificato la decisione della corte d’Appello ai pubblici ministeri.

La querelle di fronte al tribunale del capoluogo sardo rischia di aprire altre strade. Borrè spiega a IlGiornale.it quello che potrebbe accadere in caso di ulteriori ricorsi: “Non rileva solo la vicenda legata al ricorso di Crimi. Vi è la concreta possibilità che laddove le espulsioni irrogate risultassero illegittime ne risponderanno coloro che le hanno decise”. A poter essere esaminate dai giudici non ci sono solo le espulsioni passate al vaglio dai probiviri pentastellati. Borrè rimarca: “Assumeranno importanza anche le scelte assunte dal Comitato di garanzia del Movimento relative al caso della consigliera Cuccu e ad altre situazioni analoghe. Chi ha posto in essere queste condotte ne risponderebbe personalmente”.

In caso di soccombenza dei vertici del Movimento si potrebbe dover ricorrere al dettato dell’articolo 38 del Codice civile. Norma che recita: “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione”. Sostanzialmente, Vito Crimi e gli altri componenti del Comitato di garanzia potrebbero essere chiamati a rispondere con i propri beni qualora un giudice dovesse confermare l’illegittimità di alcune decisioni.

Insomma, le prossime ore del Movimento 5 stelle si annunciano travagliate. La poca attenzione riservata alla sua gestione e ai rapporti con Rousseau rischia di porre un’importante ipoteca sul futuro dell’organizzazione e sulla carriera politica di Giuseppe Conte. Professore di diritto civile che rischia di rimanere avvinghiato in una vicenda giuridica che avrà ancora lunghi strascichi.