Mps, politica contraria alla soluzione Unicredit

Dubbi bipartisan sull'opportunità dell'operazione. Pd in imbarazzo per Letta

Mps, politica contraria alla soluzione Unicredit

La trattativa in esclusiva tra Unicredit e il Tesoro per l'acquisizione parziale del Monte dei Paschi di Siena porta con sé un triplice risvolto politico. Il primo è legato al fatto che sia la maggioranza che l'opposizione paiono contrari a una soluzione che penalizzi eccessivamente i dipendenti producendo migliaia di esuberi. Il secondo è relativa alla denuncia da parte del centrodestra di un evidente «conflitto di interessi» tra il Pd e la banca di un territorio nel quale la sinistra ha espresso storicamente tutti i livelli istituzionali.

Il terzo, molto più pratico, è che solo l'esito positivo della vicenda potrebbe garantire al segretario dem, Enrico Letta, un'agevole elezione nelle suppletive del collegio di Siena-Arezzo dove al centrosinistra potrebbe mancare l'appoggio dei renziani e quella della base pentastellata, spaccata al proprio interno e critica sulla gestione piddina di Rocca Salimbeni. Le capogruppo del Pd alla Camera e al senato, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi, hanno invitato il ministro dell'Economia, Daniele Franco «a riferire alle commissioni competenti di Camera e Senato» poiché «è indispensabile che il Parlamento venga coinvolto nelle sue sedi opportune». Ma l'imbarazzo del maggior partito di centrosinistra è sempre più palpabile anche se l'ex premier è intenzionato a presentarsi agli elettori come garante della salvaguardia degli assetti organizzativi e occupazionali del Monte.

È stato proprio il coordinatore toscano di Forza Italia, il senatore Massimo Mallegni a sintetizzare la questione economico-politica. «Forza Italia griderà allo scandalo al fianco dei lavoratori, preoccupati per le ipotesi di esuberi che si leggono, dei sindacati, che sono stati esclusi dalle trattative, delle istituzioni locali, che non sono state ascoltate a livello nazionale», ha dichiarato aggiungendo che «la trattativa subisce una accelerata proprio quando si concretizza la candidatura di Letta alle elezioni per la Camera dei Deputati per coprire il posto lasciato dal deputato senese Padoan, andato a ricoprire l'incarico di presidente di Unicredit. E poi il Pd parlava di conflitto di interessi del presidente Berlusconi. Ma la dignità dov'è?». Stesso discorso per Fratelli d'Italia. «Riteniamo necessario realizzare una deroga in sede comunitaria funzionale a superare il termine d'uscita dello Stato da Mps attualmente fissato al 31 dicembre 2021 e valorizzare soluzioni che tutelino marchio, patrimonio e livelli occupazionali», ha sottolineato il deputato Fdi Galeazzo Bignami. «Vedere il Monte Paschi Siena inghiottito da Unicredit con una trattativa che salta il territorio non è accettabile: si impone un tavolo di confronto che coinvolga le forze sociali, i sindacati dei lavoratori, la Regione, il Comune e la Provincia di Siena», ha dichiarato il governatore toscano, Eugenio Giani.

«Bisogna intervenire in Parlamento sul mostruoso conflitto di interessi Unicredit-Pd-Mps. La banca toscana è stato luogo degli scandali targati Pci-Pds-Pd. Al vertice dell'Unicredit è stato collocato Padoan, già Ministro dell'Economia del Pd e poi parlamentare eletto dal partito della sinistra nella città di Siena. Ora al suo posto a Siena si candida Letta», ha chiosato Maurizio Gasparri (Fi) rimarcando come la crisi dell'istituto sia stata fondamentalmente gestita dalla stessa parte politica che aveva contribuito a determinarla. La situazione del Monte è diventata difficilmente governabile esplosa dopo l'acquisizione nel 2007 di Antonveneta per 9 miliardi di euro. Un'operazione fortemente sponsorizzata dal Pd per preservare l'autonomia del Monte e della Fondazione che lo controllava. Padoan era il ministro dell'Economia del governo Renzi che concordò con la Commissione Ue la ricapitalizzazione precauzionale di Rocca Salimbeni da 3,9 miliardi per evitare il bail in che avrebbe azzerato gli obbligazionisti, successivamente ristorati con 1,5 miliardi pubblici. E Padoan, oggi presidente di Unicredit è nuovamente coinvolto nel dossier Mps, sebbene si sia astenuto in cda dal voto sull'operazione per evitare - invano - speculazioni politiche.

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