Niente da festeggiare

L'allarme dell'Ecdc: "Con Omicron il vaccino non basta, serve una stretta a Natale". Anche Roma annulla il concerto di Capodanno. Trieste e Napoli, stop alle piazze di San Silvestro

Niente da festeggiare

Mancano pochi giorni a Natale eppure anche quest'anno, non c'è niente da festeggiare. La situazione non è buona: preoccupazione e numeri di contagi in salita fanno presagire al peggio. A metter la pietra tombale sulle feste è stato lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi: «la diffusione della variante Omicron, dalle prime indagini molto più contagiosa, impone la massima attenzione nella gestione della pandemia. Dobbiamo essere prudenti, ma ci avviciniamo al Natale più preparati e più sicuri». I sindaci di molti comuni sono già corsi ai ripari, i governatori hanno già parlato e non hanno dato nessuna notizia confortante. Il Veneto da settimana prossima scivolerà in zona gialla, come la Calabria, la Campania ha vietato feste in piazza a Natale e a Capodanno per scongiurare migliaia di casi a gennaio. Città come Venezia, Padova e Treviso hanno vietato i fuochi d'artificio e i festeggiamenti. Ieri a questo carro di rinunce si è unita anche Roma che ha annullato il concertone di Capodanno i mercatini di Natale in piazza Navona. Non ci sarà alcun evento o concerto per il Capodanno in piazza a Milano. Secondo quanto si apprende, l'ipotesi di celebrare l'inizio del nuovo anno con un evento pubblico non è mai entrata nell'agenda di Palazzo Marino, preferendo un atteggiamento di prudenza nonostante l'andamento positivo della campagna vaccinale. Da Trento a Rovereto, da Pinzolo a Madonna di Campiglio anche in Trentino Alto Adige non ci saranno concerti e feste di massa in piazza per la notte di San Silvestro. A Palermo non ci sarà il concerto in piazza Politeama. E poi molte città di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino ed Emilia Romagna, hanno deciso di evitare veglioni pubblici. Il Paese, insomma, si prepara al 2022 ma lo fa all'insegna della prudenza. Lo hanno deciso i sindaci per evitare al massimo situazioni di pericolo sanitario. «Il momento non permette di rischiare», precisano i primi cittadini.

E a dare il colpo di grazia ci pensa il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ecdc. È la direttrice Andrea Ammon che lancia il monito: «Nella situazione attuale, la sola vaccinazione non consentirà di prevenire l'impatto della variante Omicron perché non ci sarà tempo per colmare i gap vaccinali ancora esistenti. Ed è urgente intraprendere azioni forti per ridurre la trasmissione e proteggere i più vulnerabili nei prossimi mesi».

L'esperta sottolinea, come già indicato nell'aggiornamento della valutazione rapida del rischio Covid nell'area Ue/Spazio economico europeo, la necessità di «una rapida reintroduzione e rafforzamento degli interventi non farmacologici», misure necessarie «per ridurre la trasmissione di Delta in corso e rallentare la diffusione della nuova variante di preoccupazione Omicron, e mantenere gestibile l'onere correlato a Covid-19». Rimane «prioritario utilizzare in modo appropriato le mascherine - elenca Ammon - il telelavoro, prevenire l'affollamento negli spazi pubblici, ridurre l'affollamento sui mezzi pubblici, rimanere a casa in caso di malattia, mantenere misure di igiene delle mani e delle vie respiratorie e garantire un'adeguata ventilazione negli spazi chiusi». I Paesi «possono aspettarsi una forte ripresa dei casi se revocano questi interventi», avverte. Per i casi probabili o confermati di infezione da Omicron, continua la direttrice dell'Ecdc, «dovrebbe essere data priorità alla ricerca dei contatti, indipendentemente dallo stato vaccinale.

I test rimangono uno strumento importante e le persone con sintomi dovrebbero essere testate indipendentemente dal loro stato vaccinale». Altro tassello cruciale l'isolamento delle persone positive. La sorveglianza genomica rimane di grande importanza e il sequenziamento dovrebbe essere eseguito per confermare l'infezione con una variante specifica.

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